Ventimila euro al boss per uccidere la ex che l’aveva denunciato: l’omicidio sventato dai carabinieri

Il piano era già in fase avanzata: erano stati scelti gli esecutori ed erano state predisposte le modalità dell'agguato. A fermare l'omicidio, però, l'intervento dei carabinieri. E, in manette, ci è finito anche il presunto organizzatore: Andrea Autiero, storico capoclan legato ai Casalesi, che per questo assassinio su commissione si sarebbe accordato per 20mila euro. È il retroscena che ha portato al fermo per cinque indagati, eseguito nei giorni scorsi, e alla custodia cautelare in carcere disposta dal gip del Tribunale di Napoli ieri, 29 luglio. L'organizzazione del delitto è stata scoperta nel corso delle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sul gruppo criminale, che si sarebbe riorganizzato dopo la scarcerazione di Autiero, tornato in libertà nel 2024 dopo avere scontato 33 anni di carcere, 28 dei quali al 41.bis.
Presunto mandante individuato dagli inquirenti è Vincenzo Russo, pregiudicato di Casoria. Sarebbe stato lui ad assoldare il boss del clan "degli Scusuti" per uccidere la propria ex compagna, come vendetta dopo che la donna lo aveva denunciato per stalking e revenge porn. La cifra offerta sarebbe stata di ventimila euro. E l'accordo sarebbe andato in porto, tanto che, ritengono gli investigatori, il gruppo criminale avrebbe già scelto chi doveva agire e le modalità, e con tutta probabilità il piano si sarebbe compiuto se i carabinieri non fossero intervenuti d'urgenza per notificare i fermi della Dda. I provvedimenti sono stati eseguiti dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta tra Gricignano d'Aversa, comune del Casertano dove storicamente è attivo il clan Autiero, e la provincia di Napoli.
L'inchiesta ha inoltre permesso di ricostruire una ritorsione che sarebbe stata perpetrata dal capoclan e da due degli indagati nei confronti di un imprenditore e del sindaco di Gricignano d'Aversa: una "stesa" durante la quale sono stati esplosi colpi di pistola verso il bar di proprietà della famiglia del primo e l'abitazione dell'altra vittima; si sarebbe trattato di una vendetta per un esposto trasmesso alle forze dell'ordine in cui venivano denunciati gli affari illeciti di un complice. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, pubblica intimidazione con l'uso delle armi, porto e detenzione abusiva di armi comuni da sparo, aggravati dal metodo mafioso. Ieri il gip del Tribunale di Napoli Nord non ha convalidato il fermo ma ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari ed ha così disposto la custodia cautelare in carcere per tutti i cinque indagati; oltre a Russo e Autiero, gli altri destinatari sono Aniello De Luca, Giuliano Esposito e Giuseppe Severino.