Anziano morto dopo ritardo nei soccorsi a Napoli, due Asl condannate a risarcire 800mila euro

Il primo accesso al Pronto Soccorso era stato a Sorrento, per il nuovo trasferimento aveva atteso due ore, era stato trasportato a Napoli con una ambulanza non rianimativa e, nella nuova struttura, erano passate altre sei ore prima dell'intervento chirurgico: una catena di ritardi che, secondo il Tribunale di Torre Annunziata, ha contribuito al decesso del paziente. Si chiude con un risarcimento da 800mila euro la vicenda di un 85enne, morto dopo un grave episodio di ematoma subdurale.
I familiari si erano rivolti allo Studio Associati Maior, rappresentato dagli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo, con il supporto del medico legale dott. Marcello Lorello; la quota di responsabilità, fanno sapere gli avvocati, è stata attribuita per l’80% all’ASL Napoli 1 Centro e per il restante 20% all’ASL Napoli 3 Sud. La vicenda, ricostruisce lo studio legale, risale all'agosto 2021, quando l'uomo è stato portato all'ospedale di Sorrento (Napoli). La struttura non è però dotata di neurochirurgia, quindi è stato necessario disporre un nuovo trasferimento. Prima di ripartire per l'Ospedale del Mare, quartiere Ponticelli, l'uomo aveva atteso oltre due ore e alla fine era stato trasportato con una ambulanza non rianimativa e i tempi di percorrenza erano stati ritenuti non compatibili col grave quadro clinico.
Una volta nell'ospedale napoletano, l'85enne ha atteso altre sei ore prima di entrare in sala operatoria. Secondo i consulenti nominati nel procedimento, "un trattamento tempestivo avrebbe potuto aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza dell’85enne, evitando il decesso". Il Tribunale di Torre Annunziata, riconoscendo il nesso tra le criticità nella gestione del percorso emergenza-urgenza e il decesso del paziente, ha quindi condannato le due aziende sanitarie coinvolte, ovvero la Asl Napoli 3 Sud per la struttura di Sorrento e l'Asl Napoli 1 Centro per l'Ospedale del Mare.