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Al Borgo Orefici orafi napoletani in presidio per il gioielliere Roggero: “Sì alla grazia, è un uomo provato”

Il Consorzio Antico Borgo Orefici di Napoli si unisce all’appello per l’orafo condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori.
Il presidio a Borgo Orefici, Napoli
Il presidio a Borgo Orefici, Napoli

Una trentina di orafi napoletani lascia il banco di lavoro e scende in strada per il sit-in andato in scen ieri al Borgo Orefici di Napoli, in solidarietà a Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva dalla Cassazione per aver ucciso due rapinatori. A guidare l'iniziativa è Roberto De Laurentiis, presidente del Consorzio Antico Borgo Orefici, nella zona alle spalle di corso Umberto che riunisce numerose aziende partenopee del settore.

«Una premessa è d'obbligo: le sentenze della magistratura si rispettano sempre ma abbiamo sentito la necessità di esprimere la nostra solidarietà umana ad un nostro collega», spiega De Laurentiis.
Il presidente tiene a separare il piano giuridico da quello personale.

«Non vogliamo entrare nella questione giuridica. Vogliamo solo sottolineare che si tratta di un anziano, molto provato, che dovrà affrontare un lungo periodo di detenzione», prosegue. Da qui la scelta di associarsi all'appello, già lanciato altrove, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la concessione della grazia a Roggero. La richiesta punta tutto sull'aspetto umano della vicenda. «Vogliamo solo sottolineare l'aspetto umano dell'intera vicenda evidenziando che il nostro collega aveva già subito alcune rapine, aveva visto i suoi familiari minacciati – ricorda De Laurentiis -. Si tratta di un uomo ultra settantenne, di un collega orafo che sta vivendo un momento difficile», conclude il presidente.

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