American Auto non riapre: il ricorso del concessionario tiktoker di Bacoli bocciato dal Consiglio di Stato

Prima i controlli della Polizia Locale, poi la sospensione disposta dal Comune di Bacoli (Napoli), quindi la decisione del Tar Campania di non accogliere la richiesta di sospensiva e, infine, la pronuncia del Consiglio di Stato, nella stessa direzione: non potrà riaprire American Auto, la concessionaria dell'imprenditore tiktoker Enrico Ioffredo (all'anagrafe Michele), molto famoso sulla piattaforma cinese, dove offre le automobili in vendita con formule sulle quali si sono concentrate anche le forze dell'ordine: rateizzazioni su accordo privato, senza busta paga né finanziamenti e, come raccontano molti utenti, passaggio di proprietà solo a pagamento ultimato.
A comunicare dell'ultima tappa dell'iter avviato nei confronti di American Auto è il sindaco Josi Gerardo della Ragione, con un post pubblicato su Facebook nel primo pomeriggio di ieri, venerdì 3 luglio. "È appena arrivata l'ordinanza – scrive il primo cittadino di Bacoli – il Consiglio di Stato, riunitosi a Roma, ha bocciato il ricorso presentato da una nota concessionaria di auto che esercitava la sua attività a Bacoli. Aveva fatto ricorso, contro il Comune. Per opporsi alla nostra disposizione di chiusura. Perché abbiamo rilevato irregolarità per l’attività commerciale di vendita di auto. Bene. Adesso lo ha detto anche il Consiglio di Stato, che ha confermato la scelta del Tar Campania di non accogliere la richiesta di sospensiva.Resterà chiuso.Avevamo ragione noi. Nessun accanimento. Ma semplicemente il rispetto della legge. La legalità".
Dopo la chiusura della sede di Bacoli, Ioffredo ne aveva aperta un'altra a Lago Patria, spiegando che di avere anticipato i tempi di un progetto comunque già in programma; in quel caso, però, i cancelli erano rimasti aperti per poco tempo: i carabinieri della stazione di Varcaturo avevano effettuato un controllo poche ore dopo l'annuncio e, verificato che Ioffredo non era in possesso delle autorizzazioni necessarie, avevano disposto il sequestro dell'area e, di conseguenza, la sospensione dell'attività.