Addio al fotoreporter Riccardo Siano, Napoli perde due occhi preziosi sulla città
Napoli dice addio a Riccardo Siano, fotoreporter, giornalista, storico fotografo de "La Repubblica" con base nel capoluogo campano. Siano aveva 61 anni, era malato da tempo, lascia la moglie Rosita e il figlio Mariano. Nel corso della sua lunga carriera aveva lavorato anche con l'agenzia Ansa e "Il Giornale di Napoli" e siccome il capoluogo campano è stato ed è spesso al centro di quella cronaca che va oltre i confini nazionali, le sue fotografie sono in molti casi finite anche sui giornali stranieri.
Figlio d'arte, insieme al fratello Sergio, altro talento dello scatto, Riccardo aveva iniziato a muovere i primi passi alla leggendaria agenzia Foto Sud del compianto padre Mario Siano, uno dei capisaldi della fotocronaca napoletana del secondo Novecento. Insieme a Sergio passò poi all'agenzia giornalistica Rotopress e successivamente entrò a far parte in pianta stabile della redazione napoletana del giornale fondato da Eugenio Scalfari.
Dalla foto col rullino al digitale e poi, l'uso fotografico del drone, tra i primi a farlo, per sperimentare nuove tecnologie senza mai perdere l'occhio da cronista: così nacque anche un bel libro di scatti su Napoli, insieme ad Attilio Wanderlingh per le edizioni Intra Moenia, "Napoli vista dai gabbiani".
Particolarmente toccante è proprio il messaggio del fratello e collega di Riccardo, Sergio Siano, fotoreporter al quotidiano "Il Mattino": «Quando morì nostro padre mi dicesti che noi due saremmo stati il continuo della sua vita. Ma oggi è difficile per me pensare di essere anche il continuo della tua vita. Mi sento smarrito, non sei solo mio fratello maggiore, sei stato sempre il mio riferimento su tutto. Le mie vertigini, questo mio immenso dolore non è nulla al cospetto dei tuoi dolori che non meritavi nemmeno per un istante. Io devo essere anche il continuo della tua vita, ma non sarò mai alla tua altezza, fratello mio».
I funerali del professionista si terranno domenica 10 maggio alle ore 18 nella chiesa di San Ferdinando in piazza Triste e Trento, a Napoli. L'Ordine dei giornalisti della Campania ha espresso il cordoglio per scomparsa di un «collega che con i suoi scatti, tra giornali e libri, ha racconto Napoli e la Campania negli ultimi quaranta anni, associando sempre alla sua spiccata professionalità una grande umanità». Cordoglio anche dal Sugc, il Sindacato unitario giornalisti della Campania aderente alla Fnsi.
Numerosi i messaggi in ricordo di Siano, in primis quelli del presidente della Regione Roberto Fico: «È sempre stato in prima linea, con la sua macchina fotografica, il suo sguardo, il suo talento per informare, raccontare, per far pensare» e del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: «Napoli perde un professionista esemplare dell’informazione visiva ma soprattutto un osservatore attento e innamorato della nostra terra». Poi ci sono quelli di Sandro Ruotolo, giornalista ed europarlamentare Pd: «Riccardo è stato un giornalista con la G maiuscola, capace di raccontare i fatti attraverso la forza di uno scatto fotografico» e dell'assessore all'Immagine di Napoli Carlo Puca, anch'egli giornalista: «Noi possiamo soltanto dirti grazie, per quello che sei stato e per quello che resterà di te: il racconto della Napoli più profonda e autentica».
«Fotografare non è fermare il tempo – ha scritto il cardinale Mimmo Battaglia – È scegliere cosa merita di essere visto. Ed è una responsabilità. Riccardo Siano l'ha portata con talento e con serietà per tutta la vita» . Ricordando il fotoreporter napoletano, l'arcivescovo di Napoli ha aggiunto: «C'è chi racconta con le parole. C'è chi racconta con la luce. Riccardo Siano apparteneva ai secondi, e Napoli gliene è debitrice. Raccontare con la luce non è un mestiere. È una scelta. È decidere ogni giorno di stare dentro la realtà, di non guardarla da fuori, di non sottrarsi a ciò che fa male come a ciò che stupisce. Riccardo Siano quella scelta l'ha fatta quarant'anni fa e non l'ha mai tradita».
Per prefetto di Napoli, Michele di Bari, «Una luce si è spenta nel fotogiornalismo italiano». Riccardo Siano, ha continuato, «non ha raccontato soltanto la cronaca o la notizia, ma la storia di un quarantennio narrato con acume, sensibilità e straordinaria capacità di cogliere l'anima degli eventi, avvenuti a Napoli e nell'intera Campania».
L'ex sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parla di una delle fotografie che lo lega a Siano, che definisce "un bravissimo fotografo, un signore, un grande professionista":«Quando nel 2000 all'inaugurazione dell'anno giudiziario, nella sala dei busti di Castel Capuano, fotografò me e mio padre entrambi magistrati, lui con la toga rossa di magistrato di corte d'appello ed io con la toga nera di magistrato, segretario del consiglio giudiziario. È l'unica foto che ho con mio padre entrambi nell'esercizio delle funzioni giudiziarie a Napoli. Grazie Riccardo anche per questo dono».