A Casalnuovo, in provincia di Napoli, Eduardo De Falco, titolare di un panificio, si è suicidato. Lo ha fatto sotto la sua abitazione, in automobile, inalando i gas di scarico del motore. Aveva da poco ricevuto una contravvenzione da 2mila euro dall'Ispettorato del Lavoro per delle irregolarità riscontrate nella sua attività. La vicenda ha turbato tutti: l'uomo era molto benvoluto e i commercianti della zona hanno commentato: "Siamo in una fase di disperazione totale, non riusciamo ad andare avanti".

La crisi economica – dunque – continua a mietere vittime. E' di pochi giorni la pubblicazione di uno studio realizzato da Link Lab, il Laboratorio di ricerca socio-economica dell’Università degli Studi Link Campus University, che ha monitorato al triste susseguirsi di suicidi motivati dalle disperate condizioni economiche nel corso del 2013. Le persone che hanno deciso di togliersi la vita sono state 149, una ogni due giorni e mezzo. Rispetto al 2012 c’è stato un sensibile incremento di suicidi: 60 di più. Entrando maggiormente nel dettaglio si scopre come un suicida su due (45,6%) è imprenditore (68 i casi nel 2013, 49 nel 2012) ma, rispetto al 2012, cresce il numero delle vittime tra i disoccupati: sono 58, infatti, i suicidi tra i senza lavoro, numero più che raddoppiato rispetto al 2012 quando i casi registrati furono 28.

Nicola Ferrigni, docente di sociologia che ha curato lo studio, ha spiegato: “Dietro al tragico gesto vi è un sistema paese che fatica a trovare soluzioni a problemi ormai divenuti insormontabili: perdita del lavoro, impossibilità di pagare l’affitto o la rata del mutuo, debiti accumulati, stipendi non percepiti, tasse, bollette da pagare. Con il solo stipendio, quando questo arriva, si riesce a stento a far fronte alle spese ordinarie come quelle per affitto e utenze domestiche”.