Ora i negozi sono obbligati ad accettare pagamenti digitali anche con app e wallet, se no scatta la multa

Novità per i pagamenti digitali nei negozi. Fino ad oggi, le regole prevedevano che gli esercenti non potessero rifiutare un pagamento con bancomat o carta di credito. La legge non parlava esplicitamente, però, degli strumenti più moderni: ad esempio le applicazioni che permettono di pagare direttamente avvicinando lo smartphone, o lo smartwatch, al Pos, come Google Pay, Satispay (che, in comunicato soddisfatto per la novità, ha annunciato che le commissioni per i pagamenti sotto i dieci euro torneranno a zero da settembre) e Apple Pay.
Questi strumenti, che utilizzano wallet digitali, non erano tecnicamente inclusi. Il nuovo decreto Accise, che il Senato ha convertito definitivamente in legge, ha allargato il campo inserendo tutti gli strumenti con cui si possono effettuare pagamenti elettronici. Chi li rifiuta dovrà pagare una multa dal valore di 30 euro fissi più il 4% del valore complessivo del pagamento.
Vietato rifiutare i pagamenti con app, wallet digitale o altri strumenti
La modifica è stata inserita all'interno del decreto durante l'iter in Parlamento. Il testo ufficiale non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ufficiale: le novità saranno in vigore a partire dal giorno successivo a quello della pubblicazione, attesa a breve.
In particolare, la novità si trova all'articolo 1-undecies del provvedimento. Le modifiche sono molto limitate, ma hanno un effetto significativo. Si va a cambiare la norma del 2012 che regola il tema, sostituendo le parole "moneta elettronica" con "strumenti di moneta elettronica" e "carta di pagamento" con "strumento di pagamento".
A prima vista, il cambiamento sembra superficiale. In realtà, come detto, l'impatto si farà sentire per i consumatori. Finora, infatti, i negoziati potevano avrebbero potuto appellarsi a un tecnicismo per rifiutare i pagamenti effettuati con strumenti più moderni del bancomat e della carta di credito. Questa possibilità sparirà non appena entrerà in vigore la nuova norma, più ampia.
Quanto vale la multa per chi dice no al pagamento digitale
L'obbligo di accettare sempre i pagamenti elettronici era stato varato dal governo Draghi, ed era entrato in vigore il 30 giugno del 2022. Come detto, però, la formulazione della legge lasciava spazio a qualche ‘scappatoia', che rischiava di diventare sempre più ampia man mano che si allarga l'utilizzo delle applicazioni, degli smartphone e di altri strumenti digitali per pagare.
Per chi rifiuta pagamenti con app, la sanzione sarà la stessa già prevista oggi dalla legge. Innanzitutto, una multa fissa da 30 euro. E, in più, una quota variabile pari al 4% del valore della transazione negata. In sostanza, per un pagamento digitale da 100 euro che è stato rifiutato, si dovrebbe pagare una multa da 34 euro: i 30 euro fissi, più il 4% del totale. L'importo è comunque limitato, ma finora ha ottenuto l'obiettivo di scoraggiare chi è più ‘resistente' e preferirebbe il pagamento in contanti per evitare commissioni.
Negli ultimi anni, anche grazie all'obbligo introdotto nel 2022, i versamenti digitali sono diventati molto più diffusi in Italia – uno dei Paesi che prima era più ‘indietro', in Europa, da questo punto di vista. L'ultimo rapporto del centro studi di Unimpresa ha stimato che nel 2025 siano stati effettuati 12,3 miliardi di pagamenti elettronici in negozio, un +13,5% rispetto al 2024. Allo stesso tempo, il numero di prelievi di contante dagli sportelli è sceso del 5,5%. La maggior parte dei pagamenti digitali sono avvenuti con carta, ma sono in crescita anche i versamenti contactless effettuati con altri strumenti.