Sulla manovra "Non c'è né scontro né compromesso" con l'Ue. Lo ha spiegato il ministro delle Finanze Giovanni Tria al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles, sottolineando che "il compromesso non deve essere con l'Eurogruppo", il quale si è limitato a "prendere atto" della strategia e dei dati del governo italiano, illustrati dal titolare di via XX Settembre. "Il colloquio e il dialogo continuano" con la Commissione Ue "che è il nostro interlocutore in questa fase", ha ribadito il ministro. L'Eurogruppo ha solo "invitato a proseguire il dialogo con la Commissione". Sui rilievi sulla manovra 2019 il governo giallo-verde risponderà alla Commissione entro il 13 novembre, così come era stato concordato. Ma su una cosa il ministro appare sicuro: il documento non verrà modificato: "C'è scritto nelle nostre stime che il debito scenderà".

"Speriamo che lo spread andrà giù quando la nostra strategia sarà meglio compresa – ha aggiunto – quando spiegheremo meglio le nostre cifre e la nostra strategia. E forse dopo il dialogo con la Commissione". Mentre sul debito italiano, ha detto: "C'e' scritto nella manovra: nelle nostre stime c'è scritto che il debito scenderà di 4 punti percentuali nei tre anni". A una giornalista che chiedeva se non si aspettasse una pressione dei mercati visto che non ci sarà il cambio di atteggiamento atteso da parte del governo, Tria ha risposto scherzando: "Lei non è il mercato, io non sono il mercato. Vedremo". 

Ma dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici è arrivato un altro avvertimento: "Dall'Italia ci aspettiamo un documento programmatico nuovo e rivisto entro il 13 novembre". Moscovici ha ricordato che ci sono "ancora sul tavolo" diverse questioni, in particolare se il deficit strutturale aumenta o diminuisce, se il debito pubblico è sotto controllo e se la strategia del governo è in grado di creare crescita. "Queste domande devono trovare risposte", ha detto Moscovici.

L'Eurogruppo, ha spiegato il suo presidente Mario Centeno, ha invitato l'Italia e la Commissione "a impegnarsi in un dialogo aperto e costruttivo" e a "cooperare strettamente" per la preparazione di un progetto di bilancio conforme alle regole. Moscovici ha poi fatto sapere di aver già ricevuto risposte "costruttive" dagli altri cinque Paesi a cui sono stati chiesti chiarimenti e che la Commissione ne terrà conto nella formulazione delle opinioni che saranno rese note il 21 novembre prossimo.

Il commissario Ue ha concluso così: "L'Italia resta un grande democrazia, fino a prova contraria, dove la democrazia liberale è rispettata, compreso il principio di contraddittorio, che Salvini e Di Maio siano vicepremier sono scelte degli italiani e io li rispetto pienamente nelle loro funzioni".