"L'inserimento della Lombardia in zona rossa non è coerente con i dati": a sostenerlo è il presidente della Regione Attilio Fontana. Il Governatore ha inviato una lettera, indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia e al presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, in cui afferma: "L'eventuale classificazione della Regione Lombardia in zona rossa a decorrere dal 17 gennaio prossimo non è stata oggetto di adeguata analisi preliminare".

Fontana: Presi in considerazione dati di due settimane fa

Oggi, sabato 16 gennaio, il ministro Speranza ha infatti firmato l'ordinanza che inserisce la Lombardia nella fascia più a rischio. Una permanenza che inizierà da domani 17 gennaio e durerà fino al 31 gennaio. Già da ieri, quando è stato annunciato il passaggio della Regione da arancione a rosso, Fontana si è detto pronto a ricorrere e a fornire dei contro dossier che mostrano come la Lombardia non sia da zona rossa. Un concetto che ribadisce anche nella nuova lettera: "Questo provvedimento pur basandosi sul monitoraggio dei dati relativi dal 4 al 10 gennaio, prende in considerazione come riferimento un Rt-sintomi del 30 dicembre scorso".

Inviata anche una nota tecnica: "Incidenza inferiore rispetto ad altre Regioni"

Oltre alla lettera, il governatore ha allegato una nota tecnica fornita dalla Direzione generale Welfare dove viene sottolineato come altre regioni con tassi di incidenza settimanali molto superiori a quelli lombardi non hanno subito la stessa classificazione. Una posizione sostenuta già ieri dalla neo eletta assessora al Welfare Letizia Moratti: "Abbiamo una incidenza di contagi per abitante nettamente inferiore. Rispetto a due settimane fa la situazione è di gran lunga migliorata".