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Reste critica la situazione Covid a Varese. La seconda ondata sta mettendo a dura prova soprattutto gli operatori sanitari, ormai al limite delle forze. Un grande aiuto sul territorio lo danno i medici della Usca, le unità speciali di continuità assistenziale, la vera prima linea di questa battaglia con il Covid: "Ogni giorno garantiamo tamponi e visite a domicilio – spiega a Fanpage.it una dottoressa, che preferisce restare anonima -. Ma ormai mandare i pazienti in ospedale è un incubo, non li accolgono e ce li mandano indietro. Il nostro obiettivo è cercare di curarli a casa, senza costringerli a giorni di attesa in pronto soccorso, dove qui i pazienti ci restano almeno per tre giorni prima di avere un letto in reparto".

Non si è fatto abbastanza nei mesi in cui i casi erano pochi

A Varese gli ospedali sono al collasso: sono stati superati i 600 ricoveri e i 40 pazienti in terapia intensiva. L'Asst Sette Laghi ha invitato i cittadini alla massima prudenza. Una situazione difficile da gestire: "Ci stiamo ammalando in tanti in questa seconda ondata – continua a spiegare la dottoressa -. Per questo possiamo dire che è peggio della prima. Unica nota positiva è che sappiamo come gestire i pazienti, sappiamo come impostare fin da subito una terapia. Ma per il numero di pazienti ricoverati da gestire, la situazione è caotica e mal gestita: la sensazione è che non è stato fatto abbastanza nei mesi in cui i casi si sono abbassati di molto. Questo era il compito degli amministrativi, noi sanitari potevamo fare ben poco".

In ospedale servirebbero decine di infermieri

La difficile situazione negli ospedali di Varese è stata documentate da Fanpage.it. Qui come in altre città della Lombardia mancano medici, tanti dei quali sono stati costretti a lasciare il proprio ospedale per andare a prestare servizio all'ospedale in Fiera: "Servirebbero decine di infermieri", precisa Anna Iadini, coordinatrice aziendale per l'emergenza. Per il sindaco di Varese Davide Galimberti, "per mesi abbiamo vissuto come se il virus fosse un lontanissimo ricordo. Ora i dati fanno paura". Nei giorni scorsi un gruppo di infermieri del pronto soccorso dell'ospedale di Varese ha scritto una lettera al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana sollecitando la giunta: "Dalla politica ci aspettiamo fatti, non parole".