Una mamma a Bergamo: “Mio figlio disabile potrà andare al centro estivo solo due giorni a settimana perché non ci sono fondi”

La nostra redazione riceve lettere e testimonianze relative a storie che riguardano le difficoltà quotidiane che i genitori con figli con disabilità sono costretti a vivere. Decidiamo di pubblicarle non per dare un'immagine romantica del sacrificio, ma per spingere a una riflessione sulle condizioni e sulla grande disparità nell'accesso a servizi essenziali. Invitiamo i nostri lettori a scriverci le loro storie cliccando qui.
Fondi bloccati, pochi posti disponibili e scarsa copertura oraria. A poco meno di un mese dalla chiusura delle scuole, si apre il tema dei centri estivi dedicati ai bambini con disabilità. Come denuncia Fortunato Nicoletti – vicepresidente dell'Associazione Nessuno è Escluso e ex vicepresidente della Consulta per le persone con disabilità del Comune di Milano – "quest'anno la situazione è ancora più critica che in passato".
Al momento, metà-fine maggio, in cui si è nella fase delle iscrizioni e della presentazione delle domande, non c'è ancora una graduatoria definitiva, ma come spiega Nicoletti si sa già che il quadro non sarà dei migliori: "Ad oggi risultano bloccati i fondi Fna destinati ai centri estivi. A molti comuni della Lombardia, la Regione non ha ancora fatto arrivare i soldi e in alcuni non arriveranno proprio. E questo è un problema. Si tratterrebbe di una grande discriminazione. Ma non è tutto: molti bambini rischiano di non accedere proprio al servizio, e alle famiglie di altri è stato chiesto di pagarsi da sé l'educatore. Una follia. Su tre mesi circa di centro estivo, diventerebbe una spesa insostenibile".
I fondi Fna (Fondo per le Non Autosufficienze) finanziano le Misure B1 e B2 a sostegno delle persone con disabilità gravissima o grave e degli anziani non autosufficienti.
Le gravi carenze legate ai servizi estivi, è una situazione che purtroppo coinvolge sempre più genitori di bimbi con disabilità residenti in Lombardia. Tra loro c'è Alessandra, residente a Dalmine (Bergamo), mamma di un ragazzino di 12 anni con la sindrome di Lennox-Gastaut (LGS), una rara e grave forma di encefalopatia epilettica infantile. A Fanpage.it ha raccontato di essere stata chiamata dalle assistenti sociali e di essersi sentita dire che quest'anno, per mancanza di fondi, le ore da dedicare al figlio al centro estivo sono state dimezzate. "Non più 31 ore come lo scorso anno, ma la metà. Si coprono forse due giorni a settimana". E sarà così – dice Alessandra – almeno fino a fine giugno, quando uscirà la nuova DGR, la delibera di giunta regionale.
"Già lo scorso anno mio figlio ha usufruito del servizio con orario ridotto, dalle 9 alle 15, senza la possibilità di partecipare alle gite, dal momento che nessuno si assumeva la responsabilità di accompagnarlo. Quest'anno invece ci ritroviamo non solo con l'orario ulteriormente ridotto ma anche arriveremo a metà giugno, ad affrontare la situazione in cui non sappiamo cosa succederà. Al momento dobbiamo ricorrere al Cre dell'oratorio della nostra città".