Cinque minori in isolamento nel Cpr di Milano, gli attivisti: “Impossibile contattarli e offrire assistenza legale”

Sarebbero 5 i minorenni trattenuti all'interno del Cpr (Centro di permanenza per i rimpatri) di via Corelli a Milano e tutti si troverebbero nella piccola stanza di isolamento. "Ci hanno chiamato, dicendo: ‘Ci sono dei bambini qui dentro'", ha denunciato a Fanpage.it la rete Mai più lager – no Ai Cpr che ha immediatamente segnalato la situazione anche al Garante per l'infanzia e alla Prefettura, con la richiesta urgente di trasferire i minori fuori dal centro. "Non siamo neanche riusciti a offrire loro assistenza legale perché non possono parlare con nessuno", ha rincarato la rete di attivisti a Fanpage.it, sottolineando che se altri trattenuti non avessero avuto i telefoni con fotocamera per inviare loro le foto dei minori, "non avremmo saputo nulla".
Minorenni trattenuti nel Cpr di Milano
"Si tratta dell'ennesima gravissima violazione delle norme del nostro ordinamento e questa volta, incredibilmente, anche dei principi fondamentali a tutela dell'infanzia", ha esordito la rete di attivisti a Fanpage.it, denunciando il trattenimento di cinque minorenni nel Cpr di Milano. "Non riusciamo a smettere di chiederci quale dottore possa aver mai certificato l'idoneità al trattenimento di un 14enne e dei suoi compagni che sono visibilmente poco più che dei bambini".
A complicare la situazione, secondo quanto denunciato da Mai più lager – no Ai Cpr, attorno ai cinque minorenni si sarebbe creata una chiusura totale da parte del Centro: "Non siamo riusciti a offrire loro assistenza legale perché non possono parlare con nessuno", ha denunciato la rete, sottolineando che se altri trattenuti non avessero avuto i telefoni con fotocamere per inviare le foto, "non avremmo saputo nulla".
Il Cpr di via Corelli, infatti, è oggi uno dei pochi Centri in cui è ancora possibile utilizzare smartphone, ma lo scorso 10 aprile è stato bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato il disegno di legge sull'immigrazione già approvato dal Consiglio dei ministri che, oltre a introdurre nuove misure restrittive, interviene direttamente sul sistema dei Cpr, prevedendo la possibilità per i trattenuti di utilizzare soltanto telefoni senza telecamera. Una misura che – di fatto – non fa altro che legittimare ulteriormente un sistema che sembra voler trasformare i Cpr in veri e propri buchi neri.
In questo quadro, il trattenimento di cinque minorenni, "dà un'idea della mannaia che si abbatterebbe su questi luoghi volutamente fuori dalla legge, sistematicamente basati sulla violenza con la complicità dell'opacità", ha rincarato la rete di attivisti a Fanpage.it prima di concludere: "Dobbiamo fermare questa macchina infernale, contraria a ogni garanzia fondamentale".
La denuncia di oggi, infatti, non è la prima, ma si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni, già documentato da Fanpage.it attraverso anche la storia di Alì, che ha raccontato la vita all'interno del Cpr di Milano, parlando di "torture e privazioni", contribuendo a rendere visibile ciò che da anni associazioni, avvocati e garanti denunciano: un sistema segnato da condizioni estreme e una sistematica violazione dei diritti fondamentali.