Uccide un 40enne per un debito da 30mila euro, nuovo processo per Cristiano Mossali: da rivalutare la premeditazione
Secondo la Cassazione non bastano i 14 anni inflitti in secondo grado a Brescia a Cristiano Mossali, il 56enne che il 29 agosto 2022 aveva ucciso e bruciato in officina il suo creditore, Nexhat Rama, per un debito di 30mila euro a Cologne (in provincia di Brescia). È stato quindi accolto ieri, 8 settembre, il ricorso della Procura generale. Ora ci sarà un nuovo processo d'Appello a Venezia.
La dinamica dell'omicidio
Non è ancora finita per Cristiano Mossali. Il meccanico di Palazzolo dovrà affrontare un altro processo per l'omicidio del suo creditore Nexhat Rama (40 anni, kosovaro di Capriolo), e per la distruzione del corpo.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il 29 agosto 2022 Rama si sarebbe presentato all'officina di Mossali dal 56enne per riscuotere i 30mila euro che gli aveva prestato tempo prima. L'uomo, però, gli avrebbe sparato un colpo d'arma da fuoco alla testa. Poi lo ha caricato sul suv del 40enne e avrebbe incendiato l'auto per occultarne le tracce. La vittima è stata ritrovata il 29 agosto 2022 nelle campagne di Cologne.
La ricostruzione del processo
Il 56enne era stato condannato in primo grado a 27 anni per omicidio premeditato. Premeditazione esclusa, invece, in secondo grado, quando i giudici avevano concesso anche le attenuanti generiche, con una condanna a 14 anni.
La Corte di Cassazione ha ribaltato nuovamente le cose. E ha annullato la la prima sentenza in Appello sul punto specifico, rinviando alla Corte d'assise d'appello la celebrazione di un nuovo processo a carico di Mossali. La Procura aveva chiesto in entrambi i gradi l'ergastolo, mentre la difesa chiedeva l'assoluzione. Ora si attendono le motivazioni della Cassazione in merito alla decisione di rinvio.