Simone Abeni (a sinistra) e Maurizio Signoroni, due delle vittime dell’incidente
in foto: Simone Abeni (a sinistra) e Maurizio Signoroni, due delle vittime dell’incidente

Cinque operai, cinque colleghi. È il bilancio delle vittime del tragico incidente avvenuto ieri pomeriggio, giovedì 3 giugno, tra la A1 e la A21 in direzione Cremona-Brescia. Tutti e cinque sono morti sul colpo. Non è ancora chiaro se l'impatto sia stato causato da una distrazione o da un colpo di sonno: sul caso stanno infatti indagando le forze dell'ordine che ieri, per diverse ore, hanno svolto tutti i rilievi del caso per ricostruire l'esatta dinamica della vicenda.

I soccorritori: Il furgone sventrato dall'impatto

Stando a quanto riportato dal quotidiano "Il giornale di Brescia", il gruppo stava tornando a casa dopo un'intensa giornata di lavoro in un cantiere a Parma: quattro di loro erano residenti in provincia di Brescia mentre uno in provincia di Bergamo. Il furgone sul quale i cinque viaggiavano si è scontrato con un camion: un impatto talmente violento da distruggere il Fiat Doblò: "È stato sventrato", hanno infatti affermato i soccorritori. All'arrivo del personale medico del 118 per gli operai non c'era più nulla da fare. Sulla base delle prime informazioni, i cinque erano tutti dipendenti della Mapen, un'azienda del settore edile con sede a Cortefranca.

Si ipotizza una distrazione o un colpo di sonno

Tra le vittime ci sarebbero il 67enne Bruno Bracchi, il 55enne Maurizio Signoroni – entrambi originari di Adro -, il 40enne Simone Abeni di Cortefranca. Gli altri due operai avrebbero avuto 40 e 51 anni e sarebbero stati residenti a Castrezzato e a Covo. Le ipotesi al vaglio della polizia locale sono due: un colpo di sonno o una distrazione. Quest'ultima tesi è stata confermata da alcuni testimoni che avrebbero affermato come il furgone non abbia nemmeno frenato e si sia quindi poi schiantato con il camion e dal fatto che proprio sull'asfalto non sono stati rilevati segni di frenata.