Torna la paura a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove si sono registrati due casi di legionella. In base alle segnalazioni, questi risalgono ai giorni prima di Natale. Si tratta di due cittadini residenti tra i quartieri di Sacconago e Sant'Edoardo/Santa Croce. Uno dei due, stando a quanto riportato dal giornale "VareseNews", sarebbe ricoverato in ospedale e fortunatamente sarebbe in via di miglioramento. Il Comune e Alfa, la società che gestisce la rete idrica, assicurano che la situazione è sotto controllo e che non sono stati registrati parametri anomali nell'acqua.

Il sindaco: L'acqua è sicura, i cittadini possono stare tranquilli

"L'acqua di Busto Arsizio è sicura, i cittadini possono stare tranquilli": ha detto il sindaco Emanuele Antonelli, il quale ha inoltre affermato – insieme al presidente di Alfa Paolo Mazzuchelli – che per precauzione è stato aumentato il cloro nella rete necessario per rendere l'acqua sicura. Le rassicurazioni da parte delle istituzioni arrivano dopo che lo scorso settembre erano stati registrati 16 casi di persone contagiate dal batterio, di cui due sono morte. Una di queste però sarebbe morta per un'altra causa legata alle sue patologie pregresse. Anche in quel periodo erano state avviate tutte le procedure di sanificazione per rendere sicura l'acqua e sempre allora il sindaco aveva affermato a Fanpage.it che la situazione era sotto controllo e che non era necessario parlare di focolaio.

Il Comune stanzia 20mila euro per una sanificazione straordinaria

La legionella è infatti un problema che affligge da tempo l'area. Per questo motivo, oltre alle procedure di sicurezza per l'acqua, il Comune aveva avviato una campagna informativa tra gli amministratori di condominio per rendere sicuri gli impianti idrici. Il batterio infatti potrebbe sopravvivere nella rete idrica soprattutto se questa è molto vecchia. Inoltre, sempre l'amministrazione, aveva stanziato 20mila euro per procedere con una sanificazione straordinaria che riguardasse le strutture comunali. In particolare modo strutture scolastiche e sportive che, a causa dell'emergenza Covid-19, sono rimaste chiuse.