Sono due i pazienti morti e il cui decesso potrebbe essere legato ai casi di legionella scoperti la scorsa settimana a Busto Arsizio, in provincia di Varese. A riferirlo è stato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso dell'ultimo aggiornamento pubblicato nella serata di ieri, domenica 6 settembre, sul sito Lombardia notizie online, agenzia di stampa della Regione, precisando però che solo uno dei due pazienti aveva una legionellosi in atto. "In riferimento ai 16 casi di legionella accertati nei giorni scorsi a Busto Arsizio, in base alle informazioni fornite dall’Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) Valle Olona è importante precisare che i due dicessi riguardano un uomo, nato nel 1942, ricoverato in broncopneumologia con polmonite da legionella, deceduto per altra causa (infarto miocardico), e una donna, nata nel 1939, ricoverata in medicina e deceduta per patologia neoplastica. Per questa paziente – aggiunge la nota dell'assessore Gallera – la sierologia ha evidenziato traccia di positività alla legionella di antico contatto ma non forma di legionellosi in atto".

La nota si conclude precisando che "Ats (l'Agenzia per la tutela della salute) Insubria sta procedendo con ulteriori indagini igienico sanitarie, i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni". La notizia del secondo decesso di una delle persone coinvolte dai casi di legionella arriva dopo le rassicurazioni del sindaco di Busto Emanuele Antonelli, che in un post su Facebook aveva parlato di "situazione sotto controllo" scrivendo che tra i 15 casi, "tutti sotto osservazione", non c'erano persone in pericolo di vita, anche se il primo cittadino aveva utilizzato il condizionale. In merito al primo decesso anche il sindaco aveva spiegato che non era "attribuibile con certezza alla legionella trattandosi di un paziente pluripatologico e anziano".

Il Comune rassicura sull'apertura delle scuole

Tanti i commenti di cittadini spaventati o preoccupati sotto il post del primo cittadino, tante soprattutto le critiche per le informazioni fornite in maniera non proprio puntuale. La preoccupazione ha spinto il sindaco e l'assessore all'Educazione Gigi Farioli a pubblicare una nota congiunta per spiegare che "allo stato non esiste alcuna condizione che impedisca la normale frequenza scolastica, purché ovviamente siano rispettati i protocolli di sicurezza e le indicazioni delle autorità sanitarie".