Dopo i casi di legionella verificatisi a Busto Arsizio, in provincia di Varese, il sindaco bustocco Emanuele Antonelli ha scritto un messaggio sulla propria pagina Facebook per cercare di tranquillizzare la cittadinanza. "La situazione è sotto controllo", ha scritto ieri il primo cittadino di Busto. "Ho passato tutta la serata di ieri (venerdì, ndr) al telefono con i vertici regionali e le autorità sanitarie per avere tutte le informazioni necessarie. Dovrebbero esserci 15 casi tutti sotto osservazione, non dovrebbero esserci persone in pericolo di vita", ha aggiunto Antonelli. Le persone colpite dall'infezione causata dal batterio della legionella sono 11 uomini e 4 donne di età compresa tra i 56 e i 92 anni, tutti residenti nella zona di Madonna Regina, attualmente monitorata. "Stiamo facendo tutti gli accertamenti del caso", ha proseguito il sindaco, spiegando poi che il decesso registrato "non è attribuibile con certezza alla legionella trattandosi di un paziente pluripatologico e anziano".

Cos'è la legionella

Era stato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a riferire venerdì dei casi di legionella a Busto Arsizio, dichiarando che una delle persone coinvolte era deceduta e che erano in corso le analisi di laboratorio. La legionellosi, che prende il nome dall'epidemia che colpì i soldati dell'America Legion nel 1967, è una malattia che si manifesta con sintomi simil-influenzali, tra cui febbre, brividi e tosse e si può sviluppare in forma lieve o in una più pericolosa che può portare a polmonite. Il batterio della legionella vive in natura nei laghi e nei fiumi e solitamente non è pericoloso: lo diventa in ambienti umidi e caldi, come le tubature delle abitazioni, dal momento che può essere inalato tramite particelle di aerosol.