C'è attesa a Busto Arsizio per l'esito degli esami effettuati negli impianti idrici e e i prelievi delle acque nelle abitazioni di residenza, dopo l'annuncio di ieri, venerdì 4 settembre, di sedici casi registrati di legionella nella cittadina in provincia di Varese.

Gallera: Sedici casi accertati, un decesso

L'annuncio delle infezioni l'aveva dato l'assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, dichiarando che "una delle persone coinvolte è deceduta". L'allarme è scattato fin da subito per cercare di circoscrivere la zona in cui il batterio è attivo controllando anche le torri di raffreddamento. Gallera aveva poi detto che "le analisi di laboratorio sono in corso", e che in attesa dei risultati e in funzione di una misura precauzionale, "è stata eseguita una iperclorazione dell'acqua". Ciò consentirebbe di uccidere il batterio ed eliminarlo dagli impianti.

Cos'è e quanto è pericolosa la legionellosi

L'infezione da legionella porta ad una malattia chiamata legionellosi che si manifesta con sintomi simil-influenzali. Tra questi, febbre, brividi e tosse. Il contagio avviene tramite il contatto con il batterio, che sopravvive ad ambienti umidi e caldi, e diventa molto pericoloso una volta ingerito. La legionellosi prende il nome dall'epidemia che colpì i soldati dell'America Legion nel 1967. Può essere contratta in due forme, una lieve e una più pericolosa che può portare ad una polmonite. Solitamente, il batterio in natura non è particolarmente pericoloso – lo si trova nei laghi o nei fiumi – ma lo diventa una volta che si diffonde nelle tubature di casa e nei luoghi pubblici.