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Tifoso del Monza indagato per odio razziale: creò volantini con la scritta “Comasco Schlein”

Per gli investigatori alla base di questo gesto c’è una forte componente “discriminatoria” verso Elly Shlein, in quanto esponente della “cultura e religione ebraica”. La Procura ha da poco chiuso l’inchiesta verso il tifoso 40enne del Monza.
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Elly Schlein, candidata alle primarie del Pd (foto da Facebook)
Elly Schlein, candidata alle primarie del Pd (foto da Facebook)

Elly Schlein, segretaria generale del Partito Democratico, il 30 maggio scorso, tramite il suo avvocato Andrea Gaddari, aveva presentato una querela contro il tifoso del Monza che aveva alzato uno striscione in cui la ritraeva con una maglietta del Como e la scritta "comasco Schlein", esposto durante una partita di calcio Monza-Como del 5 aprile 2025.

Se per alcuni quell'accostamento, Schlein/comasco, poteva passare inosservato, per la magistratura no. Si tratterebbe, secondo quanto emerge, di un reato, quello di diffamazione con l’aggravante dell’odio razziale (punito con la reclusione fino a 4 anni), per cui un 40enne ultrà del Monza oggi è finito nei guai. Il 40enne sarebbe stato infatti indagato per odio razziale. 

Come riportato dal Corriere della Sera, al centro dell'accusa, contenuta negli atti dell’indagine condotta dagli investigatori della Digos di Monza, sta proprio nella correlazione tra "Comasco Schlein" e "Comasco ebreo" (in riferimento alle origini ebraiche della famiglia del padre di Schlein), dove "ebreo" in questo caso assume un'accezione negativa e dispregiativa nei confronti del rivale.

Ma non è tutto qui. Il tifoso, finito nei guai, avrebbe creato anche diversi volantini con l'immagine di Shlein/comasco, e pubblicato alcuni video apparsi il giorno successivo su un canale YouYube riferibile alla tifoseria monzese, nel quale si vedeva lo stesso volantino ripreso sulle gradinate, e distribuito ad altri tifosi. Con la stessa immagine, peraltro, sarebbero state pubblicate figurine adesive consegnate allo stadio e in diversi luoghi della città. 

Per gli investigatori alla base di questo gesto c'è una forte componente "discriminatoria" verso Elly Shlein, in quanto esponente della "cultura e religione ebraica". La Procura ha da poco chiuso formalmente l’inchiesta verso il 40enne monzese, difeso dall’avvocato Francesco Tettamanzi. "Chiederemo di essere ascoltati dagli inquirenti — ha riferito il legale al Corriere — in quella sede il mio assistito, che respinge le accuse di antisemitismo, intende chiarire la sua posizione".

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