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Texano accusato dell’omicidio della moglie incinta fermato a Malpensa, il legale: “Non rischia la pena di morte”

L’avvocato americano che assiste nel procedimento penale in Texas Lee Mongerson Gilley – il 39enne, fuggito da Houston, che ha chiesto asilo politico in Italia dopo essere sbarcato all’aeroporto di Malpensa – spiega che non rischierebbe la pena di morte.
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"Gli Stati Uniti sono uno dei pochi paesi cosiddetti civilizzati al mondo ad avere ancora la pena di morte. In ogni caso non penso che l'accusa in Texas voglia ottenere per Gilley la pena capitale",  queste le parole rilasciate al Tgr Piemonte dall'avvocato americano Dick De Guerin, che assiste nel procedimento penale in Texas Lee Mongerson Gilley, il 39enne, fuggito da Houston, che ha chiesto asilo politico in Italia dopo essere sbarcato all'aeroporto di Malpensa il 3 maggio scorso.

L'uomo, ingegnere informatico, è accusato negli Stati Uniti di duplice omicidio per aver ucciso la moglie incinta e il bimbo in grembo.

Quando è atterrato a Milano Malpensa, agli agenti avrebbe detto di temere la pena di morte nel proprio Paese, motivando la fuga con la pressione dei media americani sul suo caso e il terrore di essere giudicato ancor prima del processo.

"La mia previsione – aggiunge il suo avvocato americano – è che sarà estradato e per noi legali sarebbe meglio accadesse il prima possibile, perché ci siamo preparati per il processo, che inizia a giugno". Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, l'ambasciata Usa ha fatto sapere – attraverso lo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia – che per Lee Mongerson Gilley "la pena di morte non è in discussione" e che "se riconosciuto colpevole, rischia l'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale".

Inoltre, rende noto il quotidiano, secondo quanto scrive la Corte d'Appello di Milano nel decreto di trattenimento, "le informazioni fornite dall'ufficiale di collegamento presso l'Ambasciata Usa attraverso lo Scip costituiscono atto ufficiale nell'ambito della cooperazione internazionale di polizia e non vi sono elementi concreti che ne facciano dubitare dell'attendibilità".

Domani, lunedì 11 maggio, è in calendario, davanti alla Corte d'appello di Torino, l‘udienza di convalida del fermo preventivo a cui il 39enne è stato sottoposto nel Cpr cittadino, dopo essere stato raggiunto dal mandato di cattura internazionale. 

Secondo quanto riportato dal media americano Abc News, l'uomo avrebbe ucciso la moglie Christa il 7 ottobre 2024. Se a inizio indagini Gilley avrebbe portato avanti la storia della morte per overdose, in un secondo momento invece avrebbe ammesso le proprie colpe. Sarebbe quindi stato arrestato, ma pochi giorni dopo sarebbe stato rilasciato su cauzione di 1 milione di dollari, con l’obbligo però di indossare un braccialetto elettronico. Nonostante questo, Gilley sarebbe riuscito a rimuovere il dispositivo di sorveglianza, prendere un volo diretto prima in Canada e poi in Italia.

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