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Simba La Rue e Baby Gang condannati per la sparatoria di corso Como: “Abituati a violenza e umiliazione”

I giudici hanno depositato le motivazioni di condanna a Simba La Rue e Baby Gang per la sparatoria di corso Como del 2022. I trapper sono stati descritti come “animati da violenza cieca e incontrollata” e con “spiccata pericolosità sociale”.
A cura di Enrico Spaccini
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Simba La Rue (a sinistra) e Baby Gang (a destra)
Simba La Rue (a sinistra) e Baby Gang (a destra)

Sono state depositate le motivazioni del verdetto del Tribunale di Milano di condanna ai trapper Sima La Rue e Baby Gang per la sparatoria avvenuta nella notte tra il 2 e 3 luglio 2022 in via Tocqueville, vicino a corso Como a Milano. Nella sentenza i giudici sottolineano la "spiccata pericolosità sociale" degli imputati, che in tutto erano otto, e la loro "consuetudine alla violenza e alla sopraffazione e umiliazione" degli altri.

In quella sparatoria rimasero feriti due ragazzi di nazionalità senegalese, gambizzati a colpi di pistola. L'inchiesta è stata coordinata dal pm Francesca Crupi e condotta sia dalla polizia che dai carabinieri. A metà novembre, i giudici della settima penale Marco Tremolada, Silvana Pucci e Mauro Gallina, hanno condannato nel processo con rito abbreviato, tra gli altri, Mohamed Lamine Saida (alias Simba La Rue) a 6 anni e 4 mesi e Zaccaria Mouhib (alias Baby Gang) a 5 anni e 2 mesi.

I giudici hanno riconosciuto agli imputati tutte le accuse, cioè la rapina, la sparatoria, la rissa, le lesioni gravi e la detenzione di arma clandestina. Per questo motivo hanno sottolineato la "spiccata pericolosità sociale" degli imputati. Tra questo, Andrea Rusta che, condannato a 4 anni e 2 mesi, si era "vantato della violenza sprigionata" quella notte arrivando a filmare "la vittima ferita per impressionare la ragazza con cui stava uscendo".

Come "arcaici cacciatori si facevano ritrarre accanto a prede animali esanimi", hanno scritto i magistrati nelle motivazioni. Sima La Rue, invece, è stato descritto come "animato da una violenza cieca e incontrollata". Infine, i giudici hanno criticato il basso risarcimento offerto alle vittime. Il pagamento è stato sostenuto dalla società di cui Baby Gang è titolare e quindi trattata come se fosse una "spesa di rappresentanza da portare a bilancio dell'etichetta musicale".

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