11 Ottobre 2021
16:16

Sesto San Giovanni: posata la prima pietra della stazione ferroviaria firmata da Renzo Piano

È stata posata oggi la prima pietra della stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni firmata da Renzo Piano che si inserirà nella riqualificazione urbana dell’area Ex Falck a Sesto San Giovanni. Un progetto che si sviluppa su un’area di oltre 1,5 milioni di metri quadrati e che, una volta completati i lavori, ospiterà oltre 50 mila persone tra residenti e city users.
A cura di Simona Buscaglia
Il rendering del progetto
Il rendering del progetto

È stata posata oggi, lunedì 11 ottobre, la prima pietra della nuova Stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni che dà il via alla rigenerazione delle aree ex Falck trasformandole in una "nuova cittadella" con quella che si chiamerà appunto la Città della Salute, con ospedali e centri di ricerca, ma anche università, e un'attenzione al verde, con viali alberati e un parco urbano. Per la nuova stazione serviranno due anni di cantiere per poter utilizzare la galleria in vetro firmata dallo studio di Renzo Piano, che "ricucirà" i due pezzi di città divisi dai binari. Si tratta di 89 metri di passerella, con servizi e spazi commerciali.

La cerimonia della posa della prima pietra

In foto, tra gli altri, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (Fonte foto Facebook)
In foto, tra gli altri, il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (Fonte foto Facebook)

Il progetto, come si legge sul sito di MilanoSesto, si sviluppa su un’area di oltre 1,5 milioni di metri quadrati che, una volta completati i lavori, ospiterà oltre 50 mila persone tra residenti e city users. Il cantiere MilanoSesto è già attivo e le prime operazioni di costruzione inizieranno appunto nel 2021. "È la plastica rappresentazione di uno dei più grandi e importanti progetti di rigenerazione urbana italiana ed europea" ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, presente alla cerimonia della posa della prima pietra, che ha aggiunto che la nuova stazione assumerà un significato strategico oltre che per Sesto San Giovanni "anche per l'intera Città metropolitana di Milano e per tutti i suoi collegamenti". "Una grande emozione e un grande orgoglio, da sindaco, dare l'avvio ai lavori per la costruzione della moderna stazione a ponte – ha dichiarato il primo cittadino Roberto Di Stefano – sarà funzionale alla Città della Salute e della Ricerca, accoglierà negozi e attività commerciali, farà da punto panoramico sul grande parco urbano da 45 ettari". Il sindaco ha poi precisato che a inizio 2022 partirà anche il cantiere per la realizzazione del nuovo quartiere Unione Zero (uffici, residenziale, commerciale, verde) "un altro tassello fondamentale per la Sesto dell’immediato futuro".

Le perplessità dei residenti della zona

C'è però anche chi non è d'accordo con la riqualificazione così com'è stata pensata. Ad esempio, il comitato dei Residenti Acciaierie Mazzini,  composto da cittadini di Sesto San Giovanni, residenti nelle vie Acciaierie e Mazzini. In particolare viene da loro criticato il consumo di suolo: la città di Sesto San Giovanni, riporta il comitato, si colloca al nono posto come peggior Comune italiano in fatto di suolo consumato: "Il suolo non si consuma solamente se non ci si costruisce sopra – ripetono i residenti sulla loro pagina Facebook – non è difficile da comprendere. Tutte le altre opzioni, fossero anche le migliori e più avanzate soluzioni urbanistiche in tema di sviluppo sostenibile, lo vanno a consumare, il poco suolo rimasto e non certo a preservare". Sotto accusa anche il possibile inquinamento legato all'aumento degli abitanti dell'area: "Quanti altri e altrettanto importanti fattori di inquinamento ambientale, acustico e atmosferico si vanno ad inserire in una città che è già terza in Italia per densità abitativa con l’arrivo di ulteriori 50 mila persone tra nuovi abitanti e city users?" si chiedono i residenti, domandandosi quante persone si muoveranno davvero in bici sulle piste ciclabili o tramite la sempre prossimamente efficientata e potenziata rete di trasporto pubblica.

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