Repertorio (Lapresse)
in foto: Repertorio (Lapresse)

La vicenda nel suo insieme non è chiara perché il video che denuncia l'episodio di razzismo inizia a telefonata già iniziata. Quel che è certo, però, è che le parole pronunciate da un'operatrice di un call center sono inequivocabilmente gravi: "Se l'Italia non ti piace mettiti su un barcone e tornatene da dove sei venuto". L'offesa è rivolta ad un cliente, Zain Ul Abidin, raggiunto da una telefonata della donna, pare, per questioni contrattuali relative ad un'offerta di luce e gas. Il video della telefonata è stato pubblicato sul canale Instagram del ragazzo che ha subito denunciato l'episodio di razzismo e ha poi scritto a Fanpage.it: "Sono in Italia dall'età di 4 anni e episodi di discriminazione accadono molto spesso dall'agenzia immobiliare, nei posti di lavoro e così via. Sono molto dispiaciuto dal fatto che tuttora esistano persone così, che si basano solo su un nome e cognome non italiano per sentirsi in diritto di insultare e discriminare".

L'operatrice del call center: Prendi un barcone e torna da dove sei venuto

Come detto, non è noto cosa sia successo nei minuti precedenti alla chiamata pubblicata, dunque non sappiamo cosa abbia detto il ragazzo per provocare l'ira dell'operatrice. Quel che è certo, è che la reazione della donna è stata sconsiderata, esagerata e, sinceramente, vergognosa. Anche in virtù del fatto che, al netto delle becere parole dall'acre sapore razzista pronunciate dall'operatrice, il ragazzo non si è mai scomposto, portando sempre rispetto all'interlocutrice e risentendosi, pur mantenendo la calma, solo al momento della ricezione delle offese. In altri passaggi della telefonata si sente la donna dire: "Forse lei non lo sa, siamo in Italia e in Italia vige l'educazione". E ancora, nonostante Zain le spiega di essere "italiano a tutti gli effetti", si sente: "Siccome lei è un ospite, non si deve proprio permettere di mancarmi di rispetto. Lei è uno straniero ospite in Italia, quindi a prescindere dovrebbe essere rispettoso verso gli altri". Infine, rifacendosi sempre alla presunta mancanza di rispetto mossa da Zain, l'operatrice tuona: "Io la rovino, le faccio vedere io come ci si comporta in Italia". Chi vi scrive, aggiunge che di certo anche se alcuni tristi episodi come quello appena raccontato continuano a verificarsi, in Italia le persone civili non si comportano così.

La società di luce e gas: Denunceremo l'operatrice, non è dei nostri

È bene inoltre comprendere che la posizione professionale dell'operatrice del call center è al vaglio dell'azienda che fornisce luce e gas, citata dallo stesso ragazzo, cliente della suddetta. Contattato, il fornitore di energia elettrica ha fatto saper di aver "intercettato la segnalazione e siamo entrati in contatto con la persona che ha fatto il post per avere riferimenti in più per fare le verifiche e per capire se si tratta di un'agenzia che collabora con noi o no". Questo perché, hanno aggiunto dall'azienda, "capita spesso che alcuni non c'entrino nulla con noi". La società ha quindi subito preso le distanze da quanto avvenuto, garantendo a Zain di procedere con tutti i controlli del caso. Le opzioni sono tre: che l'operatrice risponda direttamente alla società, che faccia a capo ad agenzie che collaborano con l'azienda di luce e gas o che, al contrario, abbia millantato l'appartenenza al gruppo energetico. L'azienda cercherà di tutelarsi in ogni modo possibile nelle sedi indicate, oltre ad offrire il massimo supporto a Zain, vittima di offese razziste.

Sotto al post Instagram di Zain, poi, la società di luce e gas ha lasciato un commento di ulteriore vicinanza a lui e di distanza da quanto si ascolta dalla telefonata: "Questo comportamento è distante anni luce dai nostri valori e dalle nostre regole di comportamento. Per questo da alcuni anni abbiamo introdotto una pagina nel nostro sito dedicata a raccogliere segnalazioni di comportamenti di questo genere. In questo modo possiamo capire se si tratta di una struttura esterna autorizzata – in questo caso, ne conseguono tutti i provvedimenti del caso – oppure se, come purtroppo spesso accade – qualche agenzia stia utilizzando indebitamente il nostro nome", si legge. E secondo quanto comunicato in seguito dall'azienda a Fanpage.it sarebbe proprio questo il caso:dopo verifiche sul numero, l'azienda ha fatto sapere che non si tratta di un'agenzia che collabora con loro e che si tutelerà per l'utilizzo indebito del nome con una denuncia alla polizia postale, dichiarandosi parte lesa.