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Il caso di Giovanna Pedretti

Riapre a Sant’Angelo Lodigiano la pizzeria di Giovanna Pedretti, ristoratrice trovata morta dopo la recensione

Il marito e la figlia di Giovanna Pedretti riaprono la pizzeria di Sant’Angelo Lodigiano che tre mesi fa finì al centro di un vero e proprio caso mediatico legato a una presunta recensione. La titolare fu trovata morta nel fiume Lambro.
A cura di Francesca Del Boca
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Dopo tre mesi, riapre finalmente al pubblico la pizzeria gestita ora solo dal marito e dalla figlia di Giovanna Pedretti, la ristoratrice trovata morta lo scorso gennaio dopo essere stata protagonista di un vero e proprio caso mediatico legato a una presunta recensione online. Non si chiama più "Le Vignole": ora il locale di Sant'Angelo Lodigiano si chiama "Dal Nello", ed è stato trasformato in pizzeria d'asporto.

Grandissimo l'abbraccio della comunità del Lodigiano, che si stringe intorno a padre e figlia rimasti da soli. La famiglia, molto conosciuta a Sant'Angelo, sui social ha ottenuto numerosi messaggi di affetto dopo la tragedia che ha stravolto per sempre la loro vita.

La recensione sulla pizzeria di Sant'Angelo Lodigiano

Il ristorante era finito nell'occhio del ciclone dopo che la titolare, Giovanna Pedretti, a inizio gennaio 2024 aveva postato sui social una recensione omofoba e abilista pubblicata da un cliente, rispondendogli per le rime. Un caso prima ripreso dalla stampa nazionale e poi finito nella bufera dopo le aspre critiche da parte del web, che ha accusato la donna di aver architettato tutto unicamente per farsi pubblicità.

La donna si è tolta la vita nella mattinata di domenica 14 gennaio, dove è stata trovata tra le acque del fiume Lambro. "Era ossessionata dai commenti negativi", aveva detto il marito Nello D'Avino. "Le dicevo di stare tranquilla".

Le indagini sul caso di Giovanna Pedretti

Restano intanto aperte le indagini della Procura di Lodi sulla morte di Giovanna Pedretti, condotte dal procuratore di Lodi Maurizio Romanelli che ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio.

L'attività investigativa mira inoltre a stabilire la veridicità della recensione pubblicata su Google: da quanto emerso dagli inquirenti, solo pochi giorni fa, i consulenti incaricati sarebbero riusciti a sbloccare il secondo cellulare finito nelle acque del Lambro insieme alla ristoratrice.

Dal dispositivo si cercano elementi utili per ricostruire le ultime ore della donna finita al centro di una serie di polemiche dopo aver pubblicato il post sui social della pizzeria di Sant'Angelo Lodigiano.

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