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Il caso di Giovanna Pedretti

Trovata morta la titolare della pizzeria nota per le polemiche sulla recensione su disabili e gay

Il corpo senza vita di Giovanna Pedretti ritrovato nel fiume Lambro. Non escluso il gesto estremo. Nei giorni scorsi, aveva fatto il giro della Rete la risposta ferma e decisa data ad una recensione al suo locale di un cliente che aveva “attaccato” per la presenza di una persona disabile e “a fianco a dei gay”.
A cura di Giuseppe Cozzolino
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Trovata senza vita Giovanna Pedretti, la titolare della pizzeria Le Vignole di Sant'Angelo Lodigiano che negli ultimi giorni era balzata alle cronache nazionali per aver risposto, con educazione e fermezza, ad una recensione omofoba al suo locale. Il suo corpo, ormai privo di vita, è stato ripescato nelle acque del fiume Lambro oggi pomeriggio: l'allarme era scattato nel primo pomeriggio. Indagano i carabinieri, sul posto anche personale dei vigili del fuoco e uomini della Scientifica per i rilievi. Sconosciute le cause della morte: non è escluso il gesto volontario, riferiscono fonti investigative a Fanpage.it, ma nessuna ipotesi è in realtà esclusa del tutto dalle forze dell'ordine, che mantengono il massimo riserbo sull'intera vicenda. Sul posto, anche il magistrato di turno che ha aperto un fascicolo di indagine al riguardo.

Nei giorni scorsi, la sua pizzeria era diventata nota ai più per una recensione apparsa in Rete dove un cliente criticava il locale perché, a suo dire, anche se "la pizza era eccellente e il dolce ottimo", non si sarebbe sentito a proprio agio perché "mi hanno messo a mangiare di fianco a dei gay, non mi sono accorto subito perché sono stati composti. C'era anche un ragazzo in carrozzina che mangiava con difficoltà… mi spiace ma non mi sono sentito a mio agio". La donna aveva risposto con fermezza ed educazione, ma aggiungendo anche che "a fronte di queste bassezze umane e di pessimo gusto, credo che il nostro locale non faccia per lei. Noi non selezioniamo i clienti in base ai loro gusti sessuali, men che meno sulla disabilità". Una risposta che la donna, poi, spiegò ai telegiornali di considerare una risposta "normale" e che non avrebbe voluto essere considerata una "eroina" per questo. In Rete però c'era stato anche chi aveva messo in dubbio la veridicità del racconto, mentre un'altra parte l'aveva fortemente difesa per la risposta, definita "perfetta" data alla recensione.

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