Pesca con fiocina il lucioperca nel Lago Maggiore, denunciato bracconiere: rischia l’arresto

Un bracconiere è stato sorpreso dai carabinieri forestali di Varese a pescare nel Lago Maggiore il lucioperca, una specie di pesce protetta in quel bacino a difesa della biodiversità. Secondo quanto si apprende, i militari lo avrebbero denunciato e adesso l'uomo rischierebbe una condanna fino a due anni di reclusione e un massimo di 12mila euro di multa.
Stando sempre a quanto diffuso dalle prime notizie in circolazione, a condurre l'operazione sarebbe stato il Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) che avrebbe colto l'uomo in flagranza e proceduto immediatamente al sequestro del pescato e dell'attrezzatura utilizzata.
La pesca illegale si sarebbe tenuta inoltre in un periodo, dal 1° aprile al 31 maggio, in cui la pesca del lucioperca non è consentita dal regolamento vigente per il bacino del Lago Maggiore.
Al bracconiere infine sarebbero state anche contestate le violazioni amministrative, tra cui la mancanza del tesserino di pesca.
Il lucioperca fa parte delle specie protette perché la sua presenza è strettamente legata alla fase riproduttiva della specie. A differenza di altre, il maschio del lucioperca costruisce un nido sul fondale e lo custodisce per settimane. Se l’esemplare maschile viene pescato e portato via, il nido resta abbandonato. Si rischia quindi che le uova diventino preda di altri pesci, causando la distruzione di un’intera generazione di avannotti e compromettendo gravemente il naturale ricambio della biodiversità lacustre.