La Lombardia potrebbe tornare in zona rossa alla fine di questa settimana. Un passaggio già anticipato ieri dal presidente della Regione Attilio Fontana, che ha parlato di indicatori in peggioramento che renderebbero quasi inevitabile un'ulteriore chiusura dopo la conferma della zona arancione. Molto dipende dell'indice di contagio Rt che rimane il parametro chiave per decidere il passaggio di colore.

La Lombardia potrebbe essere in zona rossa dalla prossima settimana

Con il nuovo Dpcm in arrivo, che dovrebbe essere in vigore dal 16 gennaio, oltre a stabilire le misure restrittive per le prossime settimane il governo potrebbe anche cambiare il criterio con cui si deciderà il colore delle Regioni. L'ipotesi proposta dall'Iss e ora allo studio è quella di un nuovo automatismo per stabilire l'ingresso in zona rossa basato sull'incidenza dei casi positivi: superati i 250 contagi da Covid-19 ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni, scatterebbe automaticamente la zona rossa.

Rt in aumento: a 1,25 scatta la zona rossa

Ma non è per questo nuovo parametro che la Lombardia rischia la zona rossa. Anche guardando agli altri indicatori, infatti, le restrizioni più vincolanti sono molto probabili. Stando alle ultime indicazioni, infatti, basta un indice pari a 1 per entrare in zona arancione e pari a 1,25 per andare in quella rossa. "Purtroppo la scorsa settimana l’indice Rt ha avuto un improvviso rialzo, a 1,24. Tenendo conto dei nuovi parametri introdotti dal governo poco prima di Natale, ci stiamo avvicinando sicuramente alla zona rossa", ha spiegato ieri Fontana.

Dati in peggioramento: a rischio Mantova e Sondrio

Il peggioramento dei dati relativi alla diffusione del Coronavirus è rilevato da alcuni giorni a Milano e in tutta la Lombardia, pur con differenze tra province. Stando al bollettino di lunedì 11 gennaio la percentuale di tamponi sono oltre 3.500 le persone ricoverate, con 462 pazienti in terapia intensiva. La pressione sugli ospedali è in lieve aumento, anche se non ancora con la stessa velocità delle prime due ondate. Le province ritenute più esposte sono ora quelle di Mantova e Sondrio, ma anche Brescia e Varese hanno numeri preoccupanti.