Omicidio Rogoredo, l’agente Carmelo Cinturrino è stato espulso dalla polizia

Dopo quattro mesi dalla morte di Abderrahim Mansouri, l'agente Carmelo Cinturrino – accusato del suo omicidio – è stato espulso dalla polizia. Il provvedimento è stato preso il 20 maggio scorso, ma la notizia è stata resa pubblica solo oggi, martedì 30 giugno 2026, un mese più tardi. La decisione è stata presa dal capo della Polizia Vittorio Pisani. All'ormai ex poliziotto, che prima dell'arresto lavorava come assistente capo in forza al commissariato Mecenate, il provvedimento è stato notificato il 22 maggio.
Cinturrino si trova al momento in carcere a San Vittore con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione per aver ucciso lo scorso 26 gennaio, nel quartiere Rogoredo e più specificatamente nell'area conosciuta come il "Boschetto della droga", il 28enne Abderrahim Mansouri. Dalle indagini sono emersi elementi, che hanno convinto gli inquirenti a propendere verso l'ipotesi di una pianificazione del delitto dimostrata dalle parole di alcuni testimoni, che avrebbero raccontato di una sorta di ossessione nei confronti della vittima e di minacce sempre rivolte al 28enne.
Oltre a questa accusa, è indagato per oltre quaranta capi di imputazioni, tra i quali alcune presunte estorsioni e spaccio. Diversi testimoni hanno raccontato alla Procura che Cinturrino avrebbe preteso droga e denaro sia da spacciatori che da tossicodipendenti. Spesso, inoltre, avrebbe usato violenza nei confronti di queste persone. Tra loro, ci sarebbe stato un uomo disabile in carrozzina che sarebbe più volte stato colpito con un martello.
A tal proposito a inizio giugno erano state respinte le richieste di un incidente probatorio, avanzate sempre dagli avvocati dell'ex poliziotto. In particolare, i legali avevano richiesto la "riesumazione della salma" di una delle persone, morta per cause naturali, che frequentava abitualmente il bosco di Rogoredo e le "ispezioni corporali di tutti i soggetti che hanno dichiarato di essere stati picchiati a colpi di martello" proprio da Cinturrino.
Un mese prima invece, la difesa di Cinturrino aveva richiesto la scarcerazione e la concessione degli arresti domiciliari. Una richiesta che è stata respinta, lo scorso 4 maggio, dai giudici del Tribunale del Riesame che nell'ordinanza lo avevano definito come un soggetto con una "marcata incapacità di autocontrollo".