Olimpiadi Milano Cortina, la rinuncia di un paramedico volontario: “Le spese a mio carico erano insostenibili”

La grande macchina delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 comincia a scaldare i motori e nelle ultime due settimane che ci separano dall'entrata nel vivo dei giochi si affinano gli ingranaggi di un'organizzazione che porterà migliaia di persone da tutto il mondo in tre regioni italiane – Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige -, tra entusiasmi e polemiche. Fanpage.it ha parlato con chi sarà impegnato sul campo e con chi avrebbe voluto esserci ma è stato costretto a rinunciare.
L'esercito dei volontari
Combustibile essenziale saranno i volontari: 18mila quelli che la Fondazione Milano Cortina ha reclutato attraverso la piattaforma Team26, su 133mila candidature da 170 nazioni. E sono solo una fetta degli addetti ai lavori: altri volontari arriveranno da Alpini, Protezione civile e diverse realtà del terzo settore. Discorso a parte per il personale sanitario e parasanitario, retribuito e non, che è stato invece selezionato tramite bandi – come quelli dell'Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e dell'Apss Provincia autonoma di Trento – o mediante l'ingaggio di personale interno già dipendente degli ospedali coinvolti.
L'entusiasmo spicca tra i giovani e meno giovani che si preparano a dare un contributo concreto all'evento: "Avevo già prestato servizio alle Olimpiadi del 2006, appena maggiorenne – racconta a Fanpage.it il 37enne Claudio Traverso, volontario per Team2026 – e già allora mi ero detto che alle prossime Olimpiadi italiane avrei voluto tornare a tutti i costi. Ho fatto richiesta nel 2024, appena uscito l'avviso di candidatura, e sono stato chiamato per un colloquio conoscitivo nel 2025, ottenendo però inizialmente solo un posto come recluta".
Claudio svolge lo stesso i corsi preparatori disponibili online, ma smette di sperarci. Poi la sorpresa: "Il 17 gennaio 2026 mi è arrivata una mail in cui mi comunicavano che ero diventato assegnatario – spiega Claudio -, ero felice ma anche preoccupato, perché ormai avevo revocato le ferie, pensando di non essere più chiamato. Per fortuna i miei datori di lavoro mi sono venuti incontro e potrò partecipare: sarò impegnato nel villaggio olimpico milanese in Porta Romana. Mi hanno spiegato che i ruoli saranno suddivisi nell'accoglienza al pubblico, nel supporto agli atleti e nell'area ristoro e intrattenimento. Ho avuto subito il mio calendario in base alle disponibilità che avevo dato, poi ho ricevuto una mail per prenotare il ritiro accrediti e la divisa. C'è un'app che si attiva con l'accredito per l'utilizzo dei trasporti pubblici gratis".
Chi ha rinunciato
Non tutti però stanno vivendo con il sorriso questo countdown. Amareggiato è per esempio Giuseppe, 60 anni, che si era candidato volontario tramite il bando dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento: "Mi è arrivata il 31 dicembre 2025 la pec con l'avviso di recluta – spiega a Fanpage.it – avrei dovuto operare nelle zone di Cavalese, Tesero e Predazzo per il servizio di primo soccorso come paramedico, avendo una lunga esperienza nel settore a bordo di ambulanze e come membro della protezione civile".
Eppure, stando a quanto racconta Giuseppe, qualcosa non va come si aspettava: "Ai primi di gennaio sono stato contattato telefonicamente dall'Apss e un operatore mi ha spiegato le regole generali dell'ingaggio: naturalmente sapevo che non sarei stato pagato, ma non immaginavo, per esempio, di dovermi sobbarcare il costo della tuta tecnica, si parla di circa mille euro di spesa, considerando che sono capi specialistici e che servono anche i ricambi. Ho chiesto se potevo portare le divise usate nelle associazioni in cui presto soccorso come volontariato ma mi è stato risposto di no".

L'uniforme è stata invece fornita ai volontari reclutati direttamente dalla Fondazione Milano Cortina e, annuncia il sito Team26, il kit è composto da vari indumenti e inclusivo anche di giacche termiche e scarpe. "Sembra ci siano volontari di serie A e volontari di serie B", commenta Giuseppe, che però non ha desistito solo per la non fornitura di abbigliamento adeguato.
"L'alloggio offerto, per esempio – riporta a Fanpage.it -, non era detto fosse in prossimità delle località in cui avrei prestato servizio e non erano previsti rimborsi per gli spostamenti. In più i pasti coperti erano solo quelli consumati durante i turni". Elementi, va precisato, non promessi dal bando dell'Apss di Trento. "Per carità – aggiunge Giuseppe – non pretendevo nessun servizio a 5 stelle, ma lavorare gratis a centinaia di chilometri da casa, prendendo ferie dal lavoro, mi sembrava già un contributo importante, contributo che a questo punto non mi posso più permettere e come me tante altre persone".

Il problema degli alloggi
Per quanto riguarda invece i volontari del Team2026, fa sapere la Fondazione Milano Cortina: "Non ci sono state defezioni". Nella carta del volontario si legge che gli addetti reclutati dalla Fondazione hanno diritto a "divisa ufficiale ed equipaggiamento, pasti e bevande durante l’attività, trasporto pubblico o organizzato durante i giorni di attività, in base alle specificità territoriali, omaggi in numero variabile".
L'alloggio per i volontari reclutati dalla Fondazione non è invece coperto, elemento che potrebbe essere problematico, soprattuto in località come Milano e Cortina, dove i prezzi sono già strutturalmente alle stelle. "Io abito a un'ora da Milano – ci dice ancora Claudio Traverso -, ma non ho nemmeno provato a cercare una stanza per via dei prezzi inaccessibili. Le sere in cui finirò molto tardi mi farò ospitare da un amico".
Per i sanitari e i parasanitari impegnati nei giochi, invece, la questione pernottamento si diversifica a seconda delle sedi operative. Per quanto riguarda le reclute del Niguarda, attive a Milano, Bormio e Livigno, vale la stessa regola per personale retribuito e volontario: "Saranno messi a disposizione alloggi per i professionisti non residenti in prossimità delle sedi di montagna – si legge nel bandi pubblicati online -; nelle sedi di Milano non è previsto il pernottamento a carico dell’organizzazione".
Apss di Trento, le cui reclute lavoreranno a Trento, Cavalese, Tesero e Predazzo, negli avvisi di reclutamento del personale volontario spiega che: "Potranno essere messi a disposizione alloggi per i volontari non residenti in prossimità delle sedi di gara, secondo disponibilità". Nel bando destinato ai professionisti retribuiti specifica inoltre: "L’alloggio non sarà garantito nella sede di assegnazione (possibili alloggi anche a Trento o in Val di Cembra)".
Altri poli sanitari previsti sono, tra i vari, l'ospedale Morelli di Sondalo, in provincia di Sondrio, grazie alla collaborazione tra Niguarda e Asst Valtellina e Alto Lario; Anterselva (Bolzano), attraverso l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige; Cortina, Belluno, Treviso e Verona, con la partecipazione di tutte le Ulss del Veneto.
Sanitari, polemiche e tariffe
E proprio sul fronte sanitario si sono riversate le polemiche per l'ingaggio di medici e infermieri volontari. Il malcontento, espresso online da professionisti e cittadini, riguarda la ricerca di personale sanitario che lavori alle Olimpiadi in forma gratuita. "Con tutti i soldi spesi magari anche in cose non necessarie ora si vuole risparmiare su medici e infermieri in un evento del genere? – scrive un utente sul gruppo Facebook Medicina Generale -. Oltretutto con i costi gonfiati del soggiorno, i rischi personali etc. Le priorità dell’organizzazione olimpica non sembrano corrette". E ancora: "Un professionista dovrebbe andare a fare il volontario per un evento che muove milioni di euro e assumersi responsabilità enormi in forma gratuita, magari chiedendo ferie nel posto dove già presta servizio, naturalmente mal pagato? Non si può sentire una cosa del genere…", dice un altro utente a commento della notizia sulla ricerca di personale medico volontario pubblicata da una testata.
In realtà i bandi erano indirizzati a medici e infermieri sia volontari sia retribuiti. Al Niguarda, per esempio, sono anche stati riaperti gli avvisi di candidatura per alcuni profili, come il primo soccorso per la sede di Milano e l'assistenza specialistica per tutte le sedi lombarde. L'ultima chiamata alle reclute (volontarie e non) per la Lombardia è partita il 12 dicembre 2025, con scadenza il 7 gennaio 2026: ad arrivare più rapidamente sono state le candidature per la montagna.
Ma quanto prenderanno i medici delle Olimpiadi che saranno retribuiti? Stando al bando del Niguarda rivolto ai medici: "Per il personale dipendente di Aziende e Agenzie sanitarie ed IRCCS pubblici/privati accreditati del SSN, le prime 7 ore di turno verranno considerate come attività istituzionale, le restanti verranno remunerate a 80 euro all'ora lordi; per il personale non dipendente, arruolato con partiva iva, l’intera attività verrà remunerata a 80 l'ora omnicomprensivi lordi". Stesso discorso per gli infermieri, la cui tariffa scende però a 50 euro lordi all'ora. Il carico di lavoro previsto, secondo i bandi, è di "turni della durata massima di 12 ore, di norma per moduli pari a 5/7 giorni".
Simili le cifre proposte di Apss Trento: tra gli 80 e gli 85 euro lordi all'ora per medici specializzati o con la sola laurea in Medicina e Chirurgia ma con esperienza di pronto soccorso superiore ai due anni; 60 euro lordi per chi ha laurea generale in medicina e meno di due anni di esperienza in pronto soccorso. Qui l'impegno richiesto varia in base alla specializzazione e, come per i sanitari in Lombardia, sono spesati i pasti durante l'attività lavorativa.