Nel cimitero di Strozza una fiaccolata per Pamela Genini proprio nel presunto giorno della profanazione della bara
Nel piccolo cimitero di Strozza (Bergamo) si terrà una fiaccolata per ricordare, ancora una volta, Pamela Genini – la 29enne uccisa a coltellate a Milano il 14 ottobre 2025 dall'ex compagno Gianluca Soncin – la cui bara è stata profanata da ignoti: cadavere decapitato e testa portata via.
L'iniziativa avrà luogo alle 17.30 di martedì 27 ottobre, proprio nel presunto giorno in cui lo scorso anno, 2025, sarebbe avvenuta la profanazione, come ricostruito dalla Procura di Bergamo che sta conducendo le indagini.
La famiglia Genini – con il sostegno di Scarpetta Rossa, associazione contro la violenza sulle donne – è come se volesse dire noi sappiamo quando è accaduto, rivolgendosi a chi ha commesso un gesto tanto raccapricciante. Alla fiaccolata saranno presenti famigliari, amici e tutti coloro che vorranno ricordare Pamela con una preghiera o un momento di raccoglimento.
"La scelta della data non è certo casuale, la famiglia è perfettamente allineata con le tesi della procura", ha detto a Fanpage.it Gualtiero Nicolini, referente nazionale di Scarpetta Rossa, che da mesi cura la comunicazione della famiglia Genini.
Per quanto riguarda invece gli ultimi sviluppi delle indagini, lato analisi di laboratorio dei carabinieri del Ris, è emerso che non apparterebbe a Francesco Dolci – l'unico indagato nell'inchiesta per vilipendio di cadavere – la traccia di DNA trovata sul nastro adesivo (strappato con i denti) utilizzato per richiudere la bara di Pamela Genini dopo la profanazione del cadavere. È quanto appreso da Fanpage.it da fonti investigative. Inoltre il DNA analizzato sarebbe invece misto: una parte sicuramente maschile. Non è ancora chiaro però se appartenga a due uomini o a un uomo e a una donna. Stando a una fonte di Fanpage.it è presumibile il secondo caso: uomo-donna. Ma su questo occorre attendere ancora accertamenti più approfonditi dai laboratori dei carabinieri del Ris.
"Le notizie sul DNA, emerse questa settimana, non spostano di un millimetro le teorie accusatorie degli inquirenti. Questi show non fanno altro che aumentare l'odio mediatico verso Una Smirnova, madre di Pamela. Il dato inquietante è che l'odio riversato sui social nei confronti della madre della vittima arriva principalmente da altre donne", ha detto ancora Gualtiero Nicolini a Fanpage.it.
Intanto l’indagine condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Bergamo continua senza sosta per cercare di ricostruire quanto più nel dettaglio possibile la dinamica di una vicenda dai contorni ancora molto poco chiari. Gli accertamenti proseguono. Gli investigatori stanno analizzando ancora la parte interna della lapide provvisoria e tutti gli elementi utilizzati dal profanatore per richiudere la tomba, come il tassello sul lato superiore.