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‘Ndrangheta a Brescia, condannate 19 persone legate al clan Tripodi: “Associazione mafiosa e scambi con la politica”

La gup del Tribunale di Brescia ha condannato 19 persone per l’inchiesta della Dda con al centro il clan della ‘ndrangheta gestito dalla famiglia Tripodi a Flero. Altre sei hanno patteggiato, due sono state assolte.
A cura di Enrico Spaccini
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

Si è concluso oggi, mercoledì 6 maggio, il primo procedimento con al centro il clan ‘ndranghetista della famiglia Tripodi che operava a Flero (in provincia di Brescia). La giudice dell'udienza preliminare Valeria Rey del Tribunale di Brescia ha riconosciuto l'esistenza di una "locale" indipendente e legata alle cosche calabresi e condannato in primo grado 19 persone, con pene fino a un massimo di 18 anni di reclusione. Per sei di loro, è stata riconosciuta l'associazione mafiosa. Altri sei indagati, invece, hanno scelto il patteggiamento. Intanto, continua il processo con rito ordinario per gli altri imputati. Tra questi, l'ex consigliere comunale in quota Fratelli d'Italia Giovanni Acri e suor Anna Donelli, accusata di aver fatto da tramite nei contatti con detenuti legati al gruppo.

L'inchiesta è coordinata dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia Francesco Carlo Milanesi e Teodoro Catananti e nel dicembre del 2024 fa aveva portato all'esecuzione di 33 misure cautelari. Secondo l'accusa, a Flero c'era la base di una "locale" di ‘ndrangheta che sarebbe stata dedita a estorsioni, usura, corruzione, spaccio di cocaina, armi, riciclaggio e svariati illeciti tributari per 12 milioni di euro. La famiglia Tripodi avrebbe messo in piedi quello che gli inquirenti hanno definito un "para-Stato" al quale si sarebbero rivolti imprenditori, amministratori pubblici ed esponenti della criminalità minore.

A processo con rito abbreviato, Francesco Tripodi è stato condannato a 18 anni di reclusione. Si tratta della pena più alta, in quanto ritenuto figura apicale e organizzatore del gruppo. Al suo fianco ci sarebbe stato il padre Stefano, che però è deceduto lo scorso luglio. È stato condannato a 6 anni Mauro Galeazzi, ex leghista che si era candidato da indipendente alle elezioni comunali di Castel Mella nel 2021. La gup ha riconosciuto il reato di scambio politico-mafioso, in quanto avrebbe promesso a Stefano Tripodi "possibili settori pubblici in cui inserirsi per conseguire cospicui guadagni" in cambio dei voti. Alla fine, comunque, non fu eletto.

Alle 19 condanne in abbreviato, si aggiungono i sei patteggiamenti (da 1 a 3 anni e 6 mesi). Tra questi, l'ex ispettore della polizia di Stato in servizio all'aeroporto di Orio al Serio, Luciano Francesco Anelli, il quale avrebbe effettuato accessi abusivi in banca dati Sdi per dare informazioni riservate ad altri indagati. Infine, due persone sono state assolte.

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