Movimento neofascista organizza una ronda in centro a Bergamo, Avs: “Una farsa squadrista intollerabile”

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La ronda di Roccaforte Bergamo (foto da Facebook)
Roccaforte Bergamo, movimento neofascista legato alla Rete dei Patrioti, ha organizzato lo scorso 10 settembre una “passeggiata per la sicurezza” in centro città. Alfredo Di Sirio (SI) ha dichiarato a Fanpage.it: “È stata una farsa squadrista, ma non va sottovalutata”.

Lo scorso giovedì sera, 10 settembre, nel centro di Bergamo è andata in scena quella che il movimento neofascista Roccaforte Bergamo ha definito "una passeggiata per la sicurezza", ma che per Alleanza Verdi e Sinistra era piuttosto una "ronda neofascista". Una decina di persone, tutti uomini da quanto è possibile vedere dai filmati pubblicati dall'organizzazione politica stessa, ha percorso le strade cittadine, tra via Quarenghi e via Spaventa, "per dare un segnale e rilanciare il nostro appello per reagire verso la microcriminalità e il degrado". Secondo  Avs, la risposta ai problemi della città "non può essere la propaganda della destra che strizza l'occhio al fai-da-te suprematista". Come ha spiegato a Fanpage.it Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana, si tratta di un fenomeno che "non bisogna sottovalutare, perché si inserisce in un clima di violenza crescente. Se incrociano qualcuno che secondo loro sarebbe sospetto cosa succede?".

Il movimento neofascista Roccaforte Bergamo

Roccaforte Bergamo si presenta come "gruppo di italiani tradizionalisti non allineati con l'egemonia del pensiero unico". Fondata nel 2014, ha sede in via Loreto a Bergamo e si propone di mettere di mettere "al centro di tutto la Patria e gli italiani". Fa parte della Rete dei Patrioti, che raggruppa diverse realtà di estrema destra in tutto il Paese. La parola d'ordine comune è la "difesa della Patria", che è "minacciata dall'invasione extraeuropea" e "dalla disintegrazione della famiglia".

Roccaforte Bergamo nei suoi post parla di "riconquistare la nostra terra", condannando la "società meticcia". Al grido "Bergamo è nostra e ci appartiene", una decina di militanti lo scorso 10 settembre hanno camminato per la città per la prima "passeggiata per la sicurezza" che, secondo l'interpretazione della sezione locale di Avs, è stata piuttosto una "ronda neofascista". Un anno fa, il 18 settembre 2025, avevano tentato un'iniziativa simile contro "la piaga dei maranza", ma meno risalto mediatico.

Avs: "Inaccettabili metodi squadristi"

La presenza di gruppi neofascisti a Bergamo non è nuova. Lo scorso maggio un'imprenditrice, titolare di un'agenzia di comunicazione, era stata bloccata e intimidita da un militante di CasaPound. Un'aggressione a cui aveva fatto seguito un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno. Sempre in via Spaventa, percorsa l'altra notte dai militanti di Roccaforte Bergamo, il 25 marzo 2022 due esponenti di CasaPound avevano picchiato un uomo di origine senegalese. Come ha spiegato Di Sirio, anche Roccaforte Bergamo è un gruppo già conosciuto in città.

La "ronda" del 10 settembre, secondo il segretario provinciale di Sinistra Italiana, è stata una "farsa squadrista neofascista" che però avrebbe potuto avere conseguenze gravi anche a livello di ordine pubblico. "Vanno in giro a fare ronde usando toni violenti e parlando di ‘meticciato'", ha dichiarato, "sono provocazioni. Ma pensano davvero che la sicurezza nella nostra città si misuri sull'incedere di pochi nostalgici in cerca di visibilità?".

Avs Bergamo ha, quindi, condannato "con la massima fermezza questo intollerabile tentativo di controllo del territorio da parte di un gruppo neofascista" e ha chiesto "alle autorità competenti di impedire le ronde neofasciste nella nostra città". Secondo Di Sirio, "sarebbe un errore tragico sottovalutare organizzazioni neofasciste che sfruttano cinicamente la paura e la retorica del degrado per sostituirsi allo Stato e sdoganare milizie di piazza. I problemi in città esistono e non vanno negati – ha continuato – ma la vera sicurezza si fonda sul rispetto dei diritti, sull'inclusione e non su un'inammissibile caccia al migrante".

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