I giardini pubblici di viale Giovanni da Cermenate a Milano sono stati intitolati a Paolo Scrofani, dirigente della polizia di Stato morto il 29 giugno 2002 per le gravi ferite riportate nell'esplosione di un appartamento saturo di gas. L'area verde che l'amministrazione comunale ha voluto dedicare al poliziotto si trova proprio di fronte al civico 64 di viale Cermenate dove, diciotto anni fa, Scrofani perse la vita.

Il dirigente del commissariato di Porta Ticinese era intervenuto in risposta a una chiamata di allerta, per un uomo che si era barricato in casa per evitare di essere sfrattato. Scrofani si offrì volontario per intervenire, anche se l'operazione era di competenza di un altro commissariato di zona, perché aveva la qualifica di "mediatore in situazioni di crisi". L'uomo asserragliato in casa era armato, aveva già sparato e ferito un vigile del fuoco attraverso un foro della porta dell'appartamento. Scrofani si trovava sul pianerottolo e stava cercando di parlare con lui per convincerlo a desistere, quando venne investito da un'esplosione violenta innescata nell'appartamento saturo di gas.

Il dirigente fu il più grave dei 25 feriti provocati dall'esplosione. Ricoverato in fin di vita all'ospedale Fatebenefratelli morì poche ore dopo. Lasciò la moglie Emma, anche lei funzionario di polizia, e la figlia Federica, allora 12enne, oggi 30enne che ha seguito a sua volta le orme dei genitori.

Dopo la sua tragica scomparsa, a Scrofani furono conferiti l'Ambrogino d'Oro dal sindaco di Milano Gabriele Albertini e la Medaglia d'Oro al Valore Civile dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Alla cerimonia di intitolazione dei Giardini Pubblici, insieme ai familiari, hanno partecipato il sindaco, Giuseppe Sala, il capo della polizia Franco Gabrielli, il questore Sergio Bracco e le massime autorità civili, militari e religiose cittadine, oltre a numerosi appartenenti alla Polizia di Stato.