I negozi storici di Milano che resistono all’invasione alimentare di Paolo Sarpi: “Non ci arrendiamo”

In via Paolo Sarpi al civico 63, in piena Chinatown, a testimonianza di una zona ricchissima di Botteghe Storiche, troviamo l'Ottica Scaccabarozzi. Nata nel 1927, l'anno prossimo festeggerà un secolo di attività. È stata fondata da Carlo Scaccabarozzi, affiancato poi dalla moglie Angela Fradegrada. Nel 1944, Carlo è stato deportato in un campo di concentramento tedesco dove purtroppo è morto. La moglie Angela ha continuato nell'attività con il figlio Arturo ancora 11enne che, nel frattempo, ha concluso gli studi di ottica. Arturo ha preso le redini dell'attività, che ha condotto con carisma e competenza fino al 1981, data della sua prematura scomparsa, quando ha lasciato in negozio la moglie Norma Stella Maria, da tutti però chiamata Paola.

Dei suoi quattro figli, solo Paolo ha scelto di rimanere in negozio con Enrico Samarati, ottico professionista, diventato presto, con lo stesso Paolo, una vera colonna portante della bottega. In laboratorio, dietro al bancone, vi
sono sistemi computerizzati e d'avanguardia, che consentono ancora di fare le lenti su misura per i clienti/pazienti. Ma l'innovazione riguarda tutti i prodotti, comprese le lenti a contatto, di ultima generazione, idratate e leggerissime.
Via Paolo Sarpi è davvero un'eccezionale raccolta di Botteghe Storiche. Una casualità o solide tradizioni familiari che si perpetuano?
Enrico: Paolo Sarpi è stata sempre una zona ricca di negozi. Nella parte vicina a via Procaccini, dove ci troviamo, sono rimaste tante Botteghe Storiche familiari. Siamo riusciti a tenerci compatti. Non abbiamo avuto l'invasione alimentare. Non ci sentiamo l'ultimo dei mohicani e con l’alta qualità dei nostri prodotti, siamo riusciti a mantenere uno zoccolo duro di clienti.
La vostra storia ha segnato anche passaggi drammatici e difficili. Al contempo, da contraltare, sono da annotare resilienza e determinazione. È così?
Enrico: Resistenza senz’altro unitamente a una gran voglia di andare avanti. Chiaramente senza la passione, non si fa nulla.
Tradizione e innovazione da voi vanno a braccetto?
Enrico: Per forza di cose. È inevitabile. La tradizione non si abbandona, in particolare nell’impatto con i clienti. I clienti, dopo tutti questi anni, sono tutti amici. Quando vengono da noi sono delle persone e non un numero. Il nostro fine è accontentarli facendo però vedere che se mai riscontrassero poi problemi, siamo pronti a risolverli. Tutto deve funzionare al meglio. Il vantaggio nostro è che, a differenza della grande distribuzione, ci teniamo a che
tutto funzioni perfettamente. Noi seguiamo il client4 in tutto, magari portandolo anche al bar. Per noi poi la gentilezza è al primo posto.
Qualche esempio d’innovazione che vi caratterizza?
La prima innovazione ha riguardato il negozio, che abbiamo completamente rinnovato. La nostra innovazione ha riguardato poi l’intera strumentazione, avveniristica e d’avanguardia. Noi facciamo ancora laboratorio con macchinari precisissimi. Comodi e funzionali rispetto, ad esempio, sgrezzare una lente. Siamo davvero in un altro mondo.
Chi è il vostro principale concorrente?
Enrico: L'online sicuramente. Fa concorrenza, anche un po’ sleale in alcuni casi. La concorrenza c’è in particolare sulle lenti a contatto. Sugli occhiali, questa concorrenza non c’è. È molto più difficile.
Passione, competenza, attenzione al cliente, gentilezza. In una immaginaria graduatoria, qual è la classifica di queste componenti?
Enrico: Passione, gentilezza, competenza. Tutto poi confluisce inevitabilmente nell’attenzione al cliente e nella relativa personalizzazione.
Avete mai pensato al vostro futuro? Come ve lo immaginate?
Enrico: Sinceramente no. È difficile pensare a che cosa succederà domani, figuriamoci dopodomani. Impossibile. Paolo ha comunque ancora davanti a sé molti anni prima di pensare a una successione. Io, presto o tardi, mollerò, ma lui proseguirà. Scaccabarozzi è lui.
Più in generale, quale potrà essere il futuro delle Botteghe Storiche?
Enrico: Alcuni negozi che hanno un aggancio online, potrebbero riuscire a resistere e a proseguire, soprattutto se non c’è una persona giovane che può continuare l’attività in negozio. Se non ci sono figli o i figli non
vogliono andare avanti, allora il discorso finisce inevitabilmente.
Chiudiamo con questa domanda: che cosa non può assolutamente mancare in una Bottega Storica?
Enrico: Soprattutto l’impatto con il cliente. Occorre far star bene il cliente, quando entra. Quindi gentilezza. Gentilezza e competenza sono le cose primarie. La merce, in fondo, la si può trovare dove si vuole, se uno la ricerca.