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Tre generazioni di donne e 102 anni di storia: la Profumeria Lorenzi dal 1924 incanta Paolo Sarpi a Milano

Al civico 62 in via Paolo Sarpi a Milano, si trova la Profumeria Lorenzi, nata nel 1924 e che quest’anno compie 102 anni. Dietro al bancone troviamo Laura, che subito ci racconta: “All’inizio c’era Battista Lorenzi, mio nonno. A seguire Ilde e Lucia, le sue due figlie, e ora ci sono io”, ha raccontato a Fanpage.it.
La Profumeria Lorenzi
La Profumeria Lorenzi

Via Paolo Sarpi, in piena Chinatown a Milano, è una vera e propria fucina di Botteghe Storiche che si tramandano di generazione in generazione. Al civico 62, esattamente di fronte alla bottega storica l'Erboristeria Novetti, si trova la Profumeria Lorenzi, nata nel 1924 e che, in questo 2026, compie 102 anni di attività. Dietro al bancone troviamo Laura, che subito ci fornisce il percorso genealogico del negozio: "All’inizio c’era Battista Lorenzi, mio nonno. A seguire Ilde e Lucia, le sue due figlie, e ora ci sono io", ha raccontato a Fanpage.it. 

La proprietaria Laura
La proprietaria Laura

Come riuscite a coniugare l'innovazione con la tradizione?

Stando a passo coi tempi, il che è molto difficile. Bisogna adeguarsi alle nuove generazioni, ma soprattutto anche alla concorrenza. Prima c’erano le scontistiche, ora c’è internet. Ho deciso di mantenere l'eredità lasciata da mio nonno, vale a dire la barberia, aggiungendo molta profumeria artistica, quella di nicchia. Qui è possibile trovare brand che le altre profumerie non hanno. Parliamo di marchi più esclusivi.

Profumeria di nicchia, profumeria artistica. Di cosa si tratta?

Si tratta di profumeria che utilizza più materie prime naturali all'interno. Ci vuole un certo livello di preparazione per offrire ai clienti i prodotti in maniera corretta. Si fanno corsi – che anche io ho seguito – per studiare come son fatti i profumi che poi si vendono. Una sorta di formazione dall’a alla zeta. Da me non arrivano clienti che utilizzano prodotti più usati, diciamo, dalla massa. Il mio settore è chiaramente diverso. Di conseguenza, essendomi specializzata in questo segmento, da me arrivano persone che vogliono trovare questi specifici prodotti.

Qualità, tradizione, competenza, attenzione al cliente. Ma anche gentilezza, che spesso viene data per scontata. Sono queste le vostre armi vincenti?

La gentilezza non va data affatto per scontata: va coltivata e attuata. Dispiace anche a me capitare in esercizi commerciarli e non trovarla. Il cliente, quando viene qui, sa di essere ascoltato. Anche perché spesso non sa cosa vuole. Vuole un profumo, questo sì. Quando me lo descrive, io cerco di capire e di dargli la cosa giusta. Si tratta di una vera e propria personalizzazione.

La vostra è una passione tramandata per tre generazioni…

Per tre generazioni di donne, aggiungo.

Richieste singolari e strane,  ne avrete avute. Ce ne racconta qualcuna?

Più che altro è divertente il fatto che qualcuno entra in negozio e, sapendo che ho tante marche di brand originali, mi descrive il profumo che magari ha visto su internet con determinate materie prime e mi dice: "Io voglio un profumo che abbia dentro il giacinto, il sandalo, etc".

Allora rispondo: "Guardi, è difficile, perché se una materia prima ha una percentuale infinitamente piccola o diversa non lo troviamo. Mi dica lei la sensazione che ha, cosa vorrebbe". Questo è il dialogo. Dicendomi il cliente la sensazione che vuole provare, che cosa suscita quella materia prima, mi mette sulla strada per trovare il profumo giusto.

Il cliente più difficile, qual è?

Dipende. Gli uomini tendenzialmente sono più facili. Si fidano, si lasciano consigliare. Le donne invece sono un pochino più difficili. Questo molto in generale, intendiamoci.

Il vostro futuro, che colore ha? È roseo o che altro?

Io vivo alla giornata. Il domani lo vedo roseo. Il dopodomani non lo so. Non vado oltre. Ho due figlie che fanno altro, anche se mi aiutano tantissimo. Probabilmente non ci sarà una quarta generazione di famiglia a occuparsi dell'attività. Poi, se qualcuno vorrà venire e avrà voglia di andare avanti… Mai dire mai. Tutto può succedere.

Chi sono i vostri maggiori rivali o, per meglio dire, i vostri più pericolosi concorrenti?

Sicuramente le vendite online. Le stesse case madri, che da te pretendono una certa disciplina, sono le prime che poi quando arriva il black friday, ti fregano. Purtroppo l'online gioca in modo scorretto soprattutto nel settore della profumeria perché inganna i clienti con i falsi. Quindi il cliente inesperto che magari viene da me, trova il profumo e poi pensa di prenderlo online, ritorna da me e dice: "Ma mi è durato poco". Io ribatto: "Ma come mai? Lei certo non l'ha preso da me. Guardi che questo non è l'originale". Successivamente, gli faccio vedere le differenze. Purtroppo, è una battaglia da combattere continuamente.

Milano e in particolare il quartiere Sarpi, che cosa rappresenta per voi?

È il nostro quartiere, la nostra casa. È bello perché io sono nata e cresciuta qui, così come le mie figlie. È un piccolo paese. Contesto chi mi dice che vivo in una grande città dove non si conosce nessuno. Milano è una grande città con tantissimi quartieri piccoli. Io conosco il panettiere da quando son nata. Con il cartolaio siamo nati e cresciuti insieme. Le figlie delle mie compagne di scuola sono amiche delle mie figlie. È tutto davvero molto bello.

Un'ultima cosa: conta più il passaparola o meglio i social?

Entrambi. Il passaparola è fondamentale perché sui social la parte emotiva e professionale non passano. I social sono molto utili soprattutto per chi cerca i prodotti che non trova e sa che qui ci sono. Social e sito internet, soprattutto, in questo caso ti aiutano molto. Tu clicchi il brand che vuoi e sai dove andare a trovarlo. Questo è molto utile perché la gente non va più in giro per Milano a cercare quel brand: telefona o lo vede su internet. Per noi, certamente, è un bell’aiuto.

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