Meelly Mayden insultata sui social da una farmacia di Milano: “Hanno scritto ‘mostro’ e poi provato a sminuire”

Alcuni giorni fa, sotto un video pubblicato su Instagram da Meelly Mayden è comparso un commento con due sole parole: "Che mostro". A scriverlo è stato l'account ufficiale della Farmacia Comotti di piazza Cavour di Milano. "Sono abituata a ricevere insulti, ma questo mi ha fatto particolarmente male", ha spiegato Milena a Fanpage.it. Modella e influencer da quasi 15mila follower, è nata con un microftalmo, una malformazione congenita del bulbo oculare, lungo 15 millimetri invece di 23 millimetri, e con un glaucoma ad angolo stretto, una malattia neurodegenerativa che causa cecità e che si tiene sotto controllo con gocce e laser. A causa di queste problematiche, che alzano la pressione oculare e, insieme alle medicine, dilatano i vasi sanguigni, la congiuntiva dei suoi occhi è sempre rossa. "Le farmacie devono essere luoghi di ascolto ed empatia, a prescindere se si abbia un problema di salute o meno", ha detto Milena, "sicuramente non un luogo dove essere giudicati".
Cosa hai pensato quando hai letto quel commento?
Quando ho visto che una farmacia aveva commentato il mio video, ho pensato che volessero darmi supporto per tutti gli insulti che ricevo. Poi però l'ho letto e ci sono rimasta davvero male.
Ti capita spesso di ricevere insulti sui social?
So che non passo inosservata. Ricevo commenti o molto positivi o molto negativi, non c'è mai una via di mezzo. Faccio la modella, quindi sono esposta pubblicamente da un po'. Poi negli ultimi mesi sto facendo più content creation, facendomi vedere un po' di più ma sempre con argomenti molto naturali. Da quando ho iniziato a fare questi video, ricevo un odio mediatico abbastanza pesante riguardo il mio aspetto. Con il tempo ho imparato a gestire certe situazioni, ma non vuol dire che non facciano male. Semplicemente ora ho gli strumenti per riuscire a gestirli.
Come mai hai deciso di mostrare quel commento in un video dedicato?
Non sono una persona che cerca di creare odio, credo però che non sia giusto neanche stare zitti davanti a determinati comportamenti. Una persona che mi insulta in un commento dimostra bassezza, ma in questo caso c'è anche pochezza d'animo. Tutto il contrario di quello che un personale medico, o di chi ne fa le veci, dovrebbe essere. L'intento del mio video è educativo, non ha certo lo scopo di incitare le persone contro la pagina di una farmacia.
Sui social si pensa ancora di poter scrivere qualsiasi cosa, di poter insultare chiunque senza pensare che dall'altra parte ci sia una persona. Io ci sono rimasta male, ma ci sono abituata e in qualche modo me la cavo. Ci sono persone, però, che non hanno questa forza e commenti di questo genere gli rovinano la vita.
Sono arrivate le scuse da parte dei responsabili della farmacia?
Sotto il video in cui parlavo del loro commento hanno scritto: "Ci scusiamo con la signora. Non sapevamo neanche chi fosse e neanche che avesse una malattia agli occhi, è stato un commento stupido di un ragazzino". Secondo me però è un messaggio privo di valore effettivo, mi aspettavo scuse sentite. Sembra solo un tentativo di deresponsabilizzarsi. Chi è questo ragazzino? Un social media manager, il figlio della titolare, o un alibi? Poi per quanto mi riguarda non è un "commento stupido", ma una cosa molto grave. Mi sono sentita sminuita.
Anche sul loro profilo, però, è apparso un altro messaggio di scuse.
Sì, hanno scritto: "Abbiamo già fatto le nostre scuse alla diretta interessata, adesso basta. Ci sono faccende molto più gravi da affrontare nella vita piuttosto che continuare a insultare per un commento fatto sul trucco di una influencer". Dicono quindi che l'insulto era per il trucco. Secondo me non è vero, ma qualunque fosse la reale motivazione non avrebbero dovuto permettersi. Non è il primo commento negativo che ricevo, ma questo mi ha toccata in modo particolare perché è appunto di una farmacia, un posto che ho sempre considerato uno spazio sicuro, di ascolto e di empatia. Sicuramente non un luogo dove essere giudicati.
Comunque sia, in privato non mi hanno scritto nulla.