I rapinatori del Rolex durante un colpo messo a segno nel settembre del 2019
in foto: I rapinatori del Rolex durante un colpo messo a segno nel settembre del 2019

Ci sono voluti pochi dettagli per capire che si trattava dell'ennesimo colpo messo a segno dalla "banda dei Rolex": così è soprannominato un gruppo di "professionisti", rapinatori in trasferta a Milano da Napoli. Questa volta vittima della banda, secondo quanto si legge sul "Corriere della sera", è stato il manager russo Vladimir Mulyak di 65 anni, ex vice presidente della Lukoil, la più grande compagnia petrolifera russa e tra le più conosciute e ramificate nel mondo. L'uomo è stato sorpreso dalla banda mercoledì 30 settembre a Milano, vicino ai grattacieli del quartiere Citylife, insieme alla moglie. Il modus operandi dei malviventi è sempre lo stesso: un uomo in sella a uno scooter si è avvicinato all'auto del manager e ha iniziato a fare cenni all'automobilista per farlo fermare, come se ci fosse stato un contatto tra moto e auto. Così il 65enne è stato costretto a scendere in via Rossetti davanti al civico 17. Il tutto poi è avvenuto in pochissimi secondi: il membro della banda gli indica il paraurti, il manager si abbassa ed è in quel momento che arriva un secondo rapinatore che lo immobilizza e gli strappa l'orologio dal polso. La banda quindi si è data alla fuga con un "Ulysse Nardin" da 15mila euro. Dopo pochi minuti il manager ha denunciato l'accaduto alla polizia.

La banda riesce a rapinare le sue vittime utilizzando il trucco dello specchietto

Il manager russo rientra nei canoni del tipo di vittime scelte dai rapinatori. La banda, infatti, si aggira a bordo di scooter a gruppi di due, massimo tre mezzi per volta, a caccia di macchine di lusso con a bordo persone con orologi molto costosi al polso. Non sempre però adottano la tecnica del finto incidente. La più utilizzata dalla coppia è quella dello specchietto: i malviventi piegano lo specchietto passando vicino con lo scooter. Il gesto costringe l'automobilista a mettere fuori il braccio dall'auto e sistemarlo. E dopo pochi secondi l'orologio non c'è più. Quest'ultimo metodo era stato utilizzato per un colpo lo scorso 21 settembre in piazza della Repubblica sempre a Milano. A bordo di una Porsche c'era un ragazzo di 26 anni che dopo essere stato vittima della rapina aveva inseguito i due ladri e aveva urtato i loro scooter: uno era riuscito a scappare, mentre l'altro era stato portato in ospedale a causa delle fratture. Per lui erano scattate le manette: si tratterebbe di un uomo di 46 anni già arrestato due volte a Milano per due rapine di Rolex.

Da Napoli a Milano per mettere a segno il colpo

Secondo quanto riferisce la Questura di Milano a Fanpage.it, la "banda del Rolex" non agisce in un'unica zona di Milano: prevalgono le vie dove c'è possibilità di fuga, quindi non zone pedonali e molto affollate. Preferiscono, invece, i mesi dell'anno dove si concentrano eventi importanti, come il Salone del Mobile, quando Milano (a parte quest'anno, quando causa Covid la manifestazione non si è tenuta) si riempie di manager. L'ultimo colpo è stato messo a segno in Citylife, ma la zona non è soggetta a particolari crimini. Dalla Questura fanno sapere che solo nei mesi estivi Citylife è frequentata da gruppi di giovani ragazzi che, in qualche caso, hanno fatto scoppiare risse o commesso piccoli furti. Ma non si può parlare neanche di microcriminalità.