"Mi chiama mio cugino avvocato e mi dice che c'è una parente che ha questa società che ha il capannone a Cormano…". Così Michele Scillieri racconta a un suo confidente il contenuto dell'accordo con l'ex proprietaria dell'immobile poi acquistato dalla Lombardia film commission: è questa, in sostanza, la genesi di una vicenda che ha portato finora a quattro arresti e che imbarazza la Lega. La storia dell'accordo è contenuta in alcune intercettazioni riportate nelle carte con cui il tribunale del Riesame ha confermato gli arresti domiciliari per lo stesso Scillieri e i due commercialisti vicini al Carroccio Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, anch'essi indagati nell'inchiesta che riguarda una presunta compravendita a prezzo gonfiato effettuata dalla Lombardia film commission, all'epoca presieduta da Di Rubba, con soldi pubblici.

Il racconto di Scillieri prosegue così: "Le è morto il marito un anno fa, è piena di guai, è piena di debiti, c'ha solo un immobile. Cosa facciamo? E allora mi sono interessato alla società. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo detto: signora mia, lei ha l'immobile e ha un po' di debiti, pagherà! A meno che non le gestiamo i debiti. E lei ha detto: va bene gestite i debiti. Fate quello che riuscite a fare e se, alla fine dell'universo, avanza qualche cosa ben venga. Lì cosa si è fatto. Sostegni ha preso la carica, ha preso le quote della società e abbiamo gestito i debiti".

Scillieri con le sue parole si riferisce all'accordo, al centro delle indagini della Procura, concluso in quanto amministratore di fatto della società Andromeda srl con l'ex proprietaria dello stabile di Cormano dopo essersi offerto come professionista esperto in materia tributaria in grado di "trovare soluzioni alla situazione della Paloschi srl a cui come unico bene di valore restava il complesso immobiliare a Cormano, poi acquistato come sede della Lombardia Film Commission". L'ex proprietaria così si affida totalmente a Scillieri mettendo a disposizione l'immobile con "l'intesa, stando a quanto riportano le carte, che sono in caso di un insperato surplus realizzato dalla vendita le sarà versata una quota del guadagno della vendita dell'immobile". È l'11 ottobre del 2016 quando la donna cede l'intero capitale sociale della Paloschi srl a Luca Sostegni, giudicato dagli inquirenti il prestanome e factotum per conto di Scillieri e arrestato lo scorso luglio poco prima di salire su un volo per l'estero.

L'immobile a Cormano da 800mila euro

E il passaggio dell'immobile di Cormano alla Immobiliare Andromeda srl, il cui unico amministratore (nonché cognato di Scillieri) era Fabio Barbarossa, è un attimo. Secondo l'accusa, "l'operazione economica relativa all'acquisto dell'immobile della Paloschi srl da parte dell'Immobiliare Andromeda appare chiaramente, nel suo complesso, un'architettura volta alla fraudolenta sottrazione dell'immobile alle legittime e consistenti pretese creditorie avanzate dall'Erario". Sull'immobile di Cormano poi il 2017 mette gli occhi Lombardia Film Commission, l'ente per la promozione del cinema sul territorio lombardo, in cerca di una nuova sede: all'epoca della compravendita presidente dell'ente era Di Rubba e il socio d'affari Andrea Manzoni, mentre Scillieri risultava tra i consulenti. La Film Commission alla fine acquista il bene per un valore di 800mila euro servendosi del contributo straordinario, dal valore di un milione, erogato da Regione Lombardia il 30 novembre del 2015 con la motivazione di "favorire il potenziamento della struttura patrimoniale". La scelta della Lfc ricade sullo stesso immobile che la Andromeda aveva acquistato a febbraio del 2017 dalla Paloschi srl per la somma di 400mila euro. Per l'accusa a dimostrare l'illecita operazione immobiliare sarebbe un'altra conversazione intercettata tra Di Rubba e Scillieri. Il secondo dice al primo: "Quando all'inizio abbiamo fatto tutti i conti nessuno ci perdeva, quindi la proprietaria prendeva la sua parte io prendevo la mia e voi prendevate…qualcosa poi è andata storta". Tra alcuni intoppi ci sarebbe il fatto che "per l'esosità di Barachetti (anche lui indagato,ndr) ossia il titolare della ditta incaricata della ristrutturazione, Scillieri non abbia portato a termine come desiderava una certa speculazione immobiliare su alcuni terreni, ma in realtà le lamentele di Scillieri sul mancato guadagno terminano in una risata tra Scillieri e Di Rubba che sono ben consapevoli delle utilità che entrambi hanno conseguito seppure in misura minore di quanto preventivato per la ulteriore divisione con Barachetti", si legge dalle carte.

Gli indagati e la Lega

La Procura è ora al lavoro per cercare di capire dove è stato destinato il denaro incassato da Andromeda dalla vendita: è compito ora dei pm verificare il possibile collegamento tra l'operazione immobiliare e alcuni conti aperti dai commercialisti vicini alla Lega, collegamento che il leader Matteo Salvini ha sempre negato. Dietro a tutto ciò ci sarebbero strutture societarie complesse collegate a Di Rubba attraverso parenti, vicini e collaboratori. Il denaro, dunque, secondo gli inquirenti potrebbe essersi tramutato in fondi a disposizione del partito. Certo è che tutti i protagonisti dell'inchiesta hanno un filo conduttore con la Lega: Andrea Manzoni è revisore legale del gruppo Lega – Salvini Premier al Senato, Alberto Di Rubba è direttore amministrativo del gruppo Lega – Salvini Premier presso la Camera dei Deputati, nonché entrambi titolari delle cariche di Pontida Fin Sri e Radio Padana.

E tra gli uomini di punta del partito c'è anche Michele Scillieri: presso il suo studio di via Privata delle Stelline a Milano è domiciliato il partito Lega per Salvini premier e gli accertamenti effettuati dalla guardia di finanza, sempre secondo quanto si legge dalle carte del tribunale del riesame, "hanno evidenziato che negli anni passati Scillieri ha percepito compensi sia dal partito politico Lega Nord Per l'Indipendenza della Padania sia da altre entità giuridiche riconducibili al partito tra cui Pontida srl". E ancora: "Presso lo studio di Scillieri ha svolto la pratica anche Andrea Manzoni, prima di aprire uno studio proprio". Sarebbe lo stato lo stesso Scillieri che ai magistrati avrebbe rivelato che i due colleghi avrebbero incassato illecitamente 178mila euro versati dalla sua società, la Andromeda srl. Parte dei soldi dell'operazione immobiliare sarebbero serviti anche per l'acquisto di due villette sul lago di Garda sequestrare poi nei giorni scorsi dalla guardia di finanza. Per tutti e tre ora è stato confermato l'arresto ai domiciliari scattato lo scorso 10 settembre con l'accusa di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato. Scillieri dovrà rispondere anche di sottrazione fraudolenta di sottrazione di imposte.