È stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari Luca Sostegni, il presunto prestanome del commercialista Michele Scillieri nell'affare legato alla compravendita di un capannone a Cormano di proprietà della Lombardia Film Commission, al centro di un'inchiesta della Procura di Milano. Sostegni era in carcere dallo scorso 15 luglio, primo arrestato nell'ambito dell'indagine sui presunti fondi neri alla Lega che poi ha portato ai domiciliari anche lo stesso Scillieri e i contabili Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba.

Ai domiciliari Luca Sostegni

La scarcerazione è stata decisa dal giudice per le indagini preliminari Giulio Fanales, che ha accolto la richiesta della difesa riconoscendo "la proficua collaborazione fornita dall'indagato allo sviluppo delle indagini, unitamente alle dichiarazioni ammissive in ordine alle proprie responsabilità, consente di ritenere intervenuto un primo affievolimento del pericolo di reiterazione " del reato che rende possibile la misura degli arresti domiciliari.

Ha collaborato con gli inquirenti

L'ultimo arresto per la vicenda, in un'indagine che prosegue da mesi sulla compravendita da 800mila euro del capannone, è quello dell’imprenditore Francesco Barachetti, titolare di un’impresa di impiantistica elettrica e idraulica, ritenuto molto vicino ai commercialisti della Lega coinvolti nel caso Lombardia Film Commission. È accusato di concorso in peculato ed emissione di false fatture.  Secondo gli inquirenti dalla sua azienda potrebbe essere passata una parte del denaro ricavato dalla vendita dell'immobile. Uno dei tanti passaggi di denaro sospetti tra conti e società tutti riconducibili agli stessi commercialisti vicini alla Lega. Un intricato labirinto architettato per creare fondi neri, che i magistrati ipotizzano possano essere collegati al caso dei 49 milioni di rimborsi elettorali che il Carroccio deve restituire.

Del Corno: Commissariare Lombardia Film Commission

Gli esiti delle indagini hanno provocato la richiesta di commissariamento dell'ente regionale. "Mi chiedo quando Regione Lombardia inizierà a valutare l'ipotesi concreta di commissariare la Fondazione Lombardia Film Commission a fronte della evidente non volontà a cambiare passo rispetto a una situazione ampiamente compromessa", ha detto l'assessore milanese alla Cultura, Filippo Del Corno. La considerazione  è stata espressa nel pomeriggio nel corso della commissione consiliare convocata online per fare il punto sull'inchiesta della Procura di Milano. Del Corno ha poi espresso la sua opinione in merito all'organismo di vigilanza della Lombardia Film Commission, rivolgendosi al presidente Alberto Dell'Acqua presente in commissione: "Che cosa osta al presidente Dell'Acqua dire che revochiamo quella procedura e indiciamo una nuova concordata con il Comune di Milano? Una gara che preveda un avviso pubblico della durata di almeno trenta giorni dove i migliori professionisti del Paese possano concorrere ad esercitare l'attività di vigilanza".