La tassa che ha fatto diventare Milano una città di milionari

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Dal 2026 l’imposta regressiva da 300mila euro attira a Milano super ricchi e vip. La misura crea lussuose vendite immobiliari, ma solleva critiche per disparità fiscale come spiegato a Fanpage.it da Carlo Garbarino, docente di diritto tributario e direttore del master Glibal tax law and governance all’Università Bocconi di Milano.

Il centro di Milano è nel mirino di vip, milionari e multimilionari provenienti da tutto il mondo. È così da diverso tempo, certo, ma dal 1° gennaio di quest'anno ancora di più. Con la legge di bilancio 2026 è stata approvata infatti un'imposta regressiva fissa (erroneamente e comunemente chiamata ‘flat tax') pari a 300mila euro che prevede un regime fiscale agevolato per chi decide di trasferire la residenza in Italia, a patto che porti con sé patrimoni milionari.

Si versa quindi un’imposta sostitutiva fissa annua, a prescindere dall’ammontare effettivo dei redditi prodotti fuori dall’Italia. Tale imposta è quindi nella sostanza una imposta regressiva il cui peso percentuale diminuisce all’aumentare del reddito. Se tutti i neo-residenti pagano 300mila euro, chi ha redditi esteri di un milione di euro paga il 30% del reddito, mentre chi ha redditi esteri di 10 milioni paga il 3%, chi ha redditi esteri di 100 milioni paga lo 0,3%.

Questo tipo di imposta è rivolta nello specifico a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia senza esservi stato residente per almeno nove dei dieci periodi d’imposta precedenti. Si tratta quindi solitamente di imprenditori, investitori internazionali o titolari di patrimoni significativi all'estero.

E così, anche grazie a questa imposta, Milano oggi conta molti nuovi residenti ultra ricchi che hanno deciso di comprarsi un appartamento extra lusso tra le vie del centro. Tra i volti più noti ci sono la modella Naomi Campell, il proprietario del gruppo del lusso Lvmh Bernard Arnault, l'ex presidente dei Walt Disney Studios Rich Ross, il vicepresidente di Goldman Sachs Richard Gnodde, e molti altri ancora, tra cui volti meno noti ma pur sempre con ingenti patrimoni alle spalle.

Secondo quanto appreso da Fanpage.it, in base a dati di Immobiliare.it Insights, le vie del centro di Milano alla portata di questi super ricchi sono – per quanto riguarda le vendite – corso Garibaldi (prezzo medio 12.645 euro/mq), corso Magenta (prezzo medio 11.611 euro/mq), piazza XXV Aprile (prezzo medio 9.517 euro/mq), piazza Sant'Erasmo (prezzo medio 14.345 euro/mq), piazza Duse (prezzo medio 14.106 euro/mq) e via Monti (prezzo medio 9.754 euro/mq). Tra i quartieri più selezionati spiccano invece Brera, San Babila, Porta Nuova e City Life con prezzi medi di vendita pari rispettivamente a 13.279 euro/mq, 14.091 euro/mq, 10.895 euro/mq e 12.727 euro/mq.

"Questo tipo di imposta regressiva però comporta criticità, in primis dal punto di vista dell'uguaglianza", ha spiegato a Fanpage.it Carlo Garbarino, docente di diritto tributario e direttore del master Glibal tax law and governance all'Università Bocconi di Milano. "Per esempio, un residente milionario in Italia, con un reddito di 10 milioni di euro, sulla più grande maggioranza dei redditi prodotti all’estero, paga il 43%. Mentre un milionario neo-residente che acquisisce la residenza in Italia, paga il 3%. Quindi c'è una disparità di trattamento tra due situazioni uguali. Inoltre, al milionario residente in Italia è applicata un'aliquota progressiva, mentre al neo-residente un'aliquota regressiva".

Infine, come ha spiegato ancora Garbarino che svolge considerazioni critiche riguardo a questa imposta regressiva, essa viene generalmente giustificata in base alla capacità attrattiva della cd. "concorrenza fiscale". L'imposta sarebbe stata applicata con la logica di attrarre.

"Ma attrarre che cosa, se non vi è nessun requisito che il neo-residente effettui investimenti in Italia? – ha osservato Garbarino – Il risultato concreto è attrarre persone che vengono solo a beneficiare dell'ecosistema italiano non pagando le imposte come le pagano gli italiani. Il paradosso è che il milionario neo-residente, assolve un carico tributario di gran lunga minore di un residente a parità di condizioni, ma beneficia ugualmente dei servizi pubblici. Questo tipo di regime fiscale inoltre ha ridotti benefici per le comunità locali".

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