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News su Diana, la bimba di 18 mesi morta a Milano
2 Agosto 2022
20:27

La storia di Diana Pifferi, la bimba abbandonata dalla mamma Alessia e morta di stenti

Diana Pifferi è la bimba di un anno e mezzo che è morta di stenti nella sua casa a Milano: la piccola è stata abbandonata per sei giorni dalla madre Alessia Pifferi: la donna è accusata di omicidio e adesso rischia l’ergastolo.
A cura di Ilaria Quattrone
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Diana Pifferi
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News su Diana, la bimba di 18 mesi morta a Milano

Diana Pifferi è la piccola di 16 mesi morta di stenti nella sua casa di Ponte Lambro, a Milano. A lasciarla da sola, in un lettino da campeggio, è stata la madre Alessia Pifferi, che l'avrebbe abbandonata per raggiungere il suo compagno a Leffe, comune in provincia di Bergamo. La 37enne è accusata di omicidio e rischia l'ergastolo.

La vita privata di Alessia Pifferi e la gravidanza inaspettata

Alessia Pifferi aveva divorziato circa due anni e mezzo fa. Da quel momento, la 37enne sarebbe cambiata: più attenta al suo aspetto fisico e soprattutto più attiva sui social. Poco tempo dopo essere rimasta incinta, ha intrapreso una relazione con quello che fino alla morte della piccola Diana era il suo compagno. Con lui avrebbe iniziato una convivenza: l'uomo avrebbe chiesto più volte se la donna fosse incinta, ma lei avrebbe sempre negato forse per timore di perdere il compagno o comunque per motivi che ancora appaiono poco chiari.

La nascita della figlia e l'incognita sull'identità padre di Diana

Alessia Pifferi ha poi partorito la piccola Diana proprio nel bagno di casa che condivideva con il compagno: la bimba, nata prematura, ha trascorso i suoi primi trenta giorni in ospedale a causa di alcuni problemi ai reni. Nessuno, a parte Alessia Pifferi, conosce l'identità del padre: l'uomo, stando a quanto raccontato dalla donna non sarebbe a conoscenza di avere una figlia. Gli inquirenti stanno cercando di risalire alla sua identità e per farlo starebbero analizzando le chat della 37enne.

Alessia Pifferi ha abbandonato la bimba di 16 mesi per il compagno

A metà luglio Alessia Pifferi decide di raggiungere il compagno a Leffe: a lui ha detto di aver lasciato la piccola con la sorella a mare. Sarebbe dovuta rientrare subito dopo il weekend, ma poi ha deciso di prolungare la sua permanenza a casa del compagno. In quei sei giorni Pifferi è tornata a Milano, ma non è mai passata da casa: ha raccontato di essere stata intenzionata a farlo, ma di aver cambiato idea dopo una discussione avuta con l'uomo. Forse, se fosse passata dall'appartamento, la piccola Diana sarebbe ancora viva.

In quella stessa settimana, Alessia Pifferi è stata avvistata insieme al compagno alla sagra estiva del paese: alcuni cittadini hanno raccontato di averli visti per i bar e i mercatini e che Pifferi fosse serena: "Si divertiva".

Chi è Mario Angelo D'Ambrosio, l'ex compagno di Alessia Pifferi

Il compagno è o forse era Mario Angelo D'Ambrosio: l'uomo è un elettricista di 58 anni, originario di Leffe. Agli investigatori ha raccontato che la loro relazione era iniziata nel 2020 per poi concludersi a gennaio 2021 e infine ricominciare a inizio giugno. L'uomo ha raccontato di non aver mai chiesto a Pifferi di non portare con sé la piccola. Anzi, quando chiedeva il perché non venissero insieme, la donna rispondeva che così "poteva respirare e sentirsi più libera".

Al momento del ritrovamento del corpo, la 37enne avrebbe chiamato D'Ambrosio. A lui avrebbe detto che Diana era morta: "Cosa hai fatto? La baby sitter l'hai sentita?", ha immediatamente chiesto l'uomo.

 

Le possibili cause del decesso: la morte di stenti e la benzodiazepine

La piccola è stata trovata da Alessia Pifferi su un lettino da campeggio ormai morta. È stata la stessa donna a chiamare i soccorsi, ma per lei non c'era nulla da fare. Accanto a lei, c'era un biberon e un flacone di benzodiazepine mezzo vuoto. In cucina, gli investigatori della Squadra mobile di Milano hanno trovato un flaconcino di ansiolitici che Alessia Pifferi ha detto di essere di un suo ex compagno.

 L'autopsia conferma la morte per fame e sete, attesa per i test tossicologici

Una prima parziale relazione dell'autopsia sostiene che il cuore di Diana ha smesso di battere a causa di un deterioramento dovuto all'assenza di cibo e acqua. Nello stomaco della piccola sarebbero stati trovati resti di un materiale che sembrerebbe essere identico a quello trovato sotto al cuscino poggiato sul lettino in cui si trovava la bambina. Su quel materiale sono stati svolti alcuni test di cui si aspetta l'esito. La bambina potrebbe quindi aver preso a morsi il cuscino, forse nel tentativo di sfamarsi.

Si aspettano comunque i risultati del test tossicologico che è stato svolto sul latte trovato nel biberon: gli inquirenti vogliono capire se la donna abbia sciolto alcuni tranquillanti e conseguentemente drogata la bimba. In questo caso la sua posizione si aggraverebbe perché verrebbe riconosciuto il dolo pieno e la premeditazione.

 

I funerali della piccola Diana, la mamma "Voglio andare"

La vicenda ha sconvolto non solo la città di Milano, ma tutta Italia. Pur avendo lasciato la bimba morire, la donna avrebbe detto agli investigatori di essere "una buona mamma". Dal carcere avrebbe anche espresso l'intenzione di partecipare ai funerali della figlia. Come se non si rendesse conto di quanto successo. Il 29 luglio si sono svolti i funerali della bambina a San Giuliano Milanese. Presenti la nonna e anche la zia.

Le reazioni della mamma di Alessia e il silenzio del compagno

Proprio la nonna, durante il funerale, si è appoggiata alla bara della nipotina è ha detto di non averla mai abbandonata: "È tua madre che è una pazza". Sempre la nonna ha raccontato che Alessia Pifferi negli ultimi quindici giorni non rispondeva mai al telefono, era sempre di corsa: "Quando era via non chiamava quasi mai, ma io credevo avesse sempre la bimba con sé",

Nessuna notizia invece del compagno della donna: l‘uomo avrebbe spento il cellulare dal giorno dell'arresto di Alessia Pifferi. Nemmeno l'avvocata della donna riuscirebbe a contattarlo: "Le ho dovuto spiegare che è normalissimo che lui non abbia voglia di parlare con lei" ha detto a Fanpage.it l'avvocata che ha ribadito come la donna non si renda conta di quanto accaduto.

Alessia Pifferi è in carcere e rischia la condanna all'ergastolo

Per il giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la misura cautelare in carcere, non ci sarebbe alcuna premeditazione: Alessia Pifferi si sarebbe resa conto solo con il passare dei giorni che Diana sarebbe potuta morire. La premeditazione potrebbe essere però riconosciuta qualora l'esame tossicologico dimostrasse la presenza di tranquillanti nel latte.

Intanto, proprio perché questo caso ha scosso diverse persone, molti cittadini hanno scritto alla procura chiedendo una pena esemplare e un "ergastolo senza sconti". Pena che la donna, qualora venisse riconosciuta la premeditazione, rischia. La pena potrebbe anche essere ribaltata dall'esito della perizia psichiatrica: esame che la difesa della donna ha richiesto.

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