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31 Marzo 2021
20:24

La sindaca di Crema a Draghi: “Sì a risoluzione sanzioni a Cuba, è stata al nostro fianco contro il Covid”

La sindaca di Crema Stefania Bonaldi ha scritto una lettera a Draghi chiedendo al premier di rivedere la posizione dell’Italia al no alla risoluzione presentata al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu sullo stop delle sanzioni economiche verso altri Paesi, tra cui Cuba. La sindaca ricorda che i medici cubani il 22 marzo del 2020 erano arrivati in soccorso all’ospedale di Crema per combattere il Covid a fianco dei colleghi italiani. Il sì all’embargo per Stefania Bonaldi è “una violazione ai codici di civiltà”.
A cura di Giorgia Venturini
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Una lettera firmata dalla sindaca di Crema Stefania Bonaldi e indirizzata al premier Mario Draghi per chiedere di rivedere la posizione dell'Italia che ha votato contro una risoluzione presentata al Consiglio per i Diritti Umani dell'Onu per chiedere lo stop delle sanzioni economiche verso altri Paesi, tra cui Cuba. E proprio 53 medici cubani della Brigata Internazionale Henry Reeve erano arrivati a Malpensa il 22 marzo del 2020 per aiutare l'Italia nella lotta al virus: vennero inviati all'ospedale di Crema dove prestarono il loro servizio gratuitamente fino a giugno. Per i lombardi erano gli "Hermanos de Cuba". Così ora la sindaca di Crema non ci sta alla presa di posizione italiana all'Onu. Già nel giorno dell'anniversario dell'arrivo dei medici cubani in Italia Stefania Bonaldi aveva ribadito che "la presenza a Crema dell’Esercito Italiano e dei nostri "Hermanos de Cuba" ci consentì di realizzare che non eravamo soli, restituendo alla nostra comunità coraggio e speranza".

Sindaca di Crema: Italia ha violato i codici di civiltà

Poi la sindaca nella lettera ritorna indietro nel tempo: "I sanitari cubani si sono presentati in una notte di marzo dalle temperature rigidissime, in maniche di camicia, infreddoliti ma dignitosi. Avevano attraversato l'Oceano per condividere un dramma che allora ci appariva quasi senza rimedio e le giornate si consumavano in un clima di morte. Anche oggi è così, ma dodici mesi fa il nemico era oscuro e sembrava onnipotente, la scienza non aveva ancora trovato le contromisure. Oggi vediamo la luce, allora eravamo in un racconto dall'esito incerto". Per questo "il nostro Paese ha violato in modo grave codici di civiltà decisivi, come la riconoscenza, la lealtà, la memoria, la solidarietà". Poi il primo cittadino di Crema si rivolge direttamente al premier Draghi: "Chiedo a lei, signor Presidente di fare giungere un positivo gesto istituzionale e un grazie ai nostri fratelli cubani, un atto che, dopo l'improvvida presa di posizione, li rassicuri sul nostro affetto e la nostra vicinanza, che apra la strada a un consolidamento dell'amicizia e che permetta alla democrazia di guadagnarsi una possibilità". La lettera delle sindaca arriva dopo qualche giorno dall'anniversario dell'arrivo dei medici cubani in Italia ricordando che "la presenza a Crema dell’Esercito Italiano e dei nostri Hermanos de Cuba ci consentì di realizzare che non eravamo soli, restituendo alla nostra comunità coraggio e speranza".

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