La Procura di Milano riprende di nuovo Glovo: “Ancora nell’illegalità, compensi aumentati ma per meno ore di lavoro”
Si torna a parlare di Glovo, il colosso spagnolo di food delivery sotto inchiesta della Procura di Milano per caporalato e sfruttamento del lavoro. Stando a quanto si apprende, anche con il nuovo piano proposto nei mesi scorsi Foodinho, società di Glovo, sta operando in una "situazione di illegalità" sul fronte delle paghe corrisposte ai rider che lavorano per la piattaforma, perché malgrado i compensi siano aumentati, ai lavoratori non viene retribuita ancora "circa il 30% dell'attività". E anzi i contratti non rispettano "la tipologia contrattuale effettiva", perché i ciclofattorini andrebbero assunti come "lavoratori subordinati". Lo scrive il pm di Milano Paolo Storari nel parere del 18 agosto, contrario alla richiesta di revoca, avanzata al gip a giugno dalla difesa di Foodinho, del controllo giudiziario sulla srl che era stato disposto a febbraio per caporalato.
Secondo gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo tutela del lavoro, infatti, ai rider della piattaforma, 40mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe "sotto la soglia di povertà" e ci sarebbe stato uno sfruttamento del loro lavoro. I consulenti tecnici nominati dal pm hanno analizzato, poi, "le misure proposte e attuate" da Foodinho-Glovo in circa "un mese di sperimentazione".
Misure con cui il compenso minimo per consegna è stato portato a 3 euro e il minimo orario lordo a 14 euro. Malgrado ciò, scrive il pm, ai rider non viene pagato ancora almeno il 30% del lavoro, perché nel piano della srl si valuta il "tempo effettivo calmierato", che prende in considerazione solo il "tempo di esecuzione della singola consegna" e non quello di intera "messa a disposizione delle energie lavorative".
In un quadro in cui, poi, "il sistema di determinazione dei compensi", basato su un algoritmo, resta "completamente opaco". In più, anche sulla base delle norme di un recente decreto del governo Meloni, il pm chiarisce che i rider impiegati andrebbero qualificati come "lavoratori subordinati", e non autonomi, perché quando sul lavoratore ci sono "poteri di direzione e controllo, opera la presunzione di subordinazione, salva prova contraria".
La Procura nelle conclusioni del documento di otto pagine chiede al gip Roberto Crepaldi, che dovrà decidere, di fare "immediatamente cessare la situazione di illegalità" attraverso l'amministratore giudiziario nominato mesi fa. Servono "retribuzioni che tengano conto del tempo effettivo della prestazione resa dal lavoratore", anche perché ora non viene considerato, ad esempio, il tempo che passa tra la "conclusione di una consegna e la presa in carico della successiva".
E ciò anche sulla base dei dati, riferiti al giugno scorso, forniti il 6 agosto alla Procura dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato.È stato calcolato un "tempo non riconosciuto a fini retributivi" di oltre 342mila ore su oltre 26mila rider di Foodinho-Glovo, ossia non sono state pagate circa 13 ore per ogni rider "nel solo mese di giugno".
E per "più della metà dei rider" i compensi percepiti a giugno sono risultati inferiori "al minimo orario che la società si è impegnata a garantire". La Procura lamenta ancora "assenza di trasparenza" dell'algoritmo che ha funzione di "etero-direzione" dei rider attraverso il collegamento ad una app. E denuncia anche un "sistema che si basa su una forte evasione contributiva" da parte di Foodinho, calcolata in oltre 38 milioni di euro dal 2022 al 2024. Poi, il capitolo sul tipo di prestazioni lavorative "etero-dirette" che ricadono, secondo il pm, nel lavoro subordinato. Infine, gli inquirenti contestano anche violazioni delle norme sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, perché anche su questo fronte non vengono rispettate "condizioni minimali di lavoro dignitoso" e ciò è un altro "indice di sfruttamento".
La reazione del sindaco Usb
"Il modello del falso lavoro autonomo dei rider non si corregge con qualche ritocco alle tariffe. Va superato", ha detto il sindacato Usb Milano commentando la situazione in cui versano i lavoratori di Glovo.
"Dai 14 euro ‘all’ora' smentiti dai fatti, fino alla subordinazione e agli obblighi sulla sicurezza, quanto emerge conferma ciò che SLANG-USB sostiene da anni nelle piazze, nei tribunali e nei luoghi istituzionali: l’unico vero cambio di passo è il lavoro subordinato con applicazione del CCNL Logistica", ha detto ancora il sindacato.
Poi ha concluso: "E rende ormai superato anche un tavolo nazionale che continua a discutere del futuro dei rider escludendo proprio questa prospettiva".