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Cantieri bloccati a Milano, la lettera della famiglie senza casa: “Per noi nessuno scudo legale, Chi ci tutela?”

Il Comitato Famiglie Sospese ha indirizzato al sindaco di Milano Giuseppe Sala una lettera in cui chiede atti concreti per avere maggiori tutele e certezze sul futuro delle case che hanno acquistato e nelle quali non possono ancora abitare perché fanno parte dei cantieri sequestrati dalla Procura.
Foto da LaPresse
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Un memorandum d'intesa firmato dal Comune di Milano e le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp, Csa e Rsu sulle modalità di lavoro dei dipendenti dell'assessorato alla Rigenerazione urbana, che è stato investito dalle inchieste sull'urbanistica avviate dalla Procura di Milano. Lungo il documento, vi sono alcuni punti in cui ci si impegna a fornire tutele legale, supporto psicologico e rafforzamento degli organici oltre che valorizzazione economica per il personale.

In sostanza, il Comune si impegna a riconoscere e rimborsare, anche anticipatamente, per tutti i gradi di giudizio, le spese legali sostenute dai dipendenti nei procedimenti relativi all'esercizio delle loro funzioni istituzionali. L'impegno sarà assunto sulla base della riconosciuta esclusione del conflitto di interesse tra il personale indagato e Palazzo Marino, che non si è costituito parte civile.

Sarà poi fornito supporto psicologico per contrastare lo stress lavorativo e si proseguirà ad aumentare il personale per la Direzione e lo Sportello Unico per l'Edilizia, così da ridurre i carichi di lavoro e favorire la mobilità interna o esterna per il personale. La notizia di questo memorandum ha lasciato l'amaro in bocca ad altri soggetti travolti dalle inchieste sull'urbanistica. Facciamo riferimento al comitato famiglie sospese, che riunisce le migliaia di famiglie che da due anni sono costretti a pagare mutui per case che non possono abitare perché fanno parte dei cantieri bloccati e sequestrati dalla Procura.

Tra loro, come ha spesso raccontato Fanpage.it che ha intervistato alcuni di loro, c'è chi ha investito tutti i suoi risparmi,chi ha scelto di comprare casa per costruire una famiglia e ora si trova indebitato o chi ha speso fino a 100mila euro per una casa mai costruita.

Oggi il comitato ha scelto di scrivere una lettera indirizzata al sindaco Giuseppe Sala. Testo che Fanpage.it ha potuto leggere e lungo il quale spiegano di vivere in un limbo "a causa di un sistema urbanistico che non hanno costruito loro e che oggi pagano sulla propria pelle". Pur comprendendo che i dipendenti degli uffici coinvolti nelle inchieste stiano attraversando un momento difficile, si chiedono chi tutela le famiglie che non hanno "firmato nessun atto contestato, non abbiamo responsabilità nei procedimenti in corso e che da due anni paghiamo mutui per case che non possiamo abitare o restiamo bloccati in affitti o soluzioni di emergenza che dovevano terminare o essere solo temporanei".

Nella lettera, il Comitato ha poi riportato alcune dichiarazioni pronunciate proprio dal primo cittadino. Per esempio quella di gennaio 2026 quando ha detto: "Siamo vicini a trovare una soluzione per le famiglie sospese". Una soluzione, che come riferisce il Comitato, non è arrivata: "Per noi non è cambiato nulla. I cantieri restano fermi. Le case restano sequestrate o bloccate. Le vite restano, appunto, sospese".

Per questo, il Comitato è tornato a chiedere al sindaco atti concreti: "Le chiediamo di riconoscere un fatto semplice: né un provvedimento della magistratura né un atto del Comune, da soli, potranno mai dare a tutti noi una certezza stabile e definitiva. Solo una legge dello Stato può farlo, perché solo il Parlamento può stabilire regole chiare e uguali per tutti, valide anche per il futuro. Per questo Le chiediamo di farsi portavoce diretto di questa richiesta presso il Governo". 

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