Investito e ucciso da un’auto a 19 anni di ritorno a casa in bici: Nicola Belbruti lascia i genitori e il fratello

Si chiamava Nicola Belbruti il ragazzo di 19 anni morto investito da un'auto guidata da un ragazzo di 25 anni a Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, mentre si trovava a bordo della sua bicicletta. Secondo quanto diffuso, il 19enne era residente in paese e lavorava come cameriere dopo aver concluso le superiori. Lascia la mamma Milena, il papà Gian Battista e il fratello Riccardo.
Mentre secondo quanto ricostruito il giovane era diretto a casa, intorno alle 19.30, dopo una giornata trascorsa con amici, quando è stato travolto da una Bmw bianca all’altezza di una rotatoria in via Gabriele D'Annunzio a Castelli Calepio (Bergamo). Un colpo secco, fatale.
Sul luogo dell'incidente sono giunte immediatamente un'ambulanza, un'automedica e un elisoccorso in codice rosso, inviate con la massima urgenza da Areu, l'agenzia di emergenza urgenza della Lombardia. Insieme a loro, sono stati allertati anche i carabinieri del comando provinciale di Bergamo.
Una volta giunti sul posto, i soccorritori però non avrebbero potuto far altro che constatare il decesso del 19enne per il quale non c'era più nulla che si potesse fare. A causa delle gravi ferite riportate purtroppo è deceduto sul posto e non è stato necessario neppure il trasporto in ospedale.
"Proviamo grande sconforto", ha detto Claudia Ratti, presidente dell’Associazione per il Rilancio della Bicicletta.
E ha continuato: “Continuiamo ad assistere a una sequenza impressionante di incidenti che coinvolgono gli utenti più fragili della strada. Esiste un problema culturale enorme legato al modo in cui viviamo la strada. Distrazioni, velocità inappropriate, scarsa percezione della vulnerabilità di chi si muove in bicicletta o a piedi, aggressività, superficialità: tutto questo contribuisce a trasformare ogni tragitto in un rischio”.