video suggerito
video suggerito

Insulti e minacce via social alla senatrice Liliana Segre, condannato per diffamazione uno degli hater

È stato condannato per diffamazione aggravata dall’odio razziale l’unico hater della senatrice a vita Liliana Segre che ha scelto di essere giudicato in Tribunale a Milano. La giudice ha disposto 4 mesi di reclusione, con pena sospesa, e il risarcimento di 1.500 euro.
Liliana Segre (foto da LaPresse)
Liliana Segre (foto da LaPresse)

È arrivata la prima condanna della maxi inchiesta della Procura di Milano per gli insulti e le minacce online rivolte alla senatrice a vita Liliana Segre. Il Tribunale di Milano ha condannato con rito abbreviato uno degli haters a 4 mesi di reclusione (con pena sospesa) e a un risarcimento di 1.500 euro. Per un altro imputato, invece, è stata disposta la messa alla prova con lavori di pubblica utilità e un risarcimento alla Fondazione Memoriale della Shoah. A ottobre è prevista un'udienza su un altro filone di indagini.

A coordinare le indagini sulle minacce e le offese ricevute dalla senatrice Segre via social ed email tra il 2022 e il 2023 era stato il pm Nicola Rossato. Al termine degli accertamenti, erano state individuate 12 persone per le quali il magistrato aveva chiesto l'archiviazione. Il giudice per le indagini preliminari Alberto Carboni, però, aveva accolto l'opposizione presentata dall'avvocato Vincenzo Saponara, che assiste Segre in parte civile, e rinviato a giudizio otto persone per le raffiche di insulti rivolte alla sopravvissuta alla Shoah con l'accusa di diffamazione aggravata dall'odio razziale.

Durante le score udienze, davanti alla giudice Francesca Ghezzi alcuni degli imputati si sono scusati con delle lettere e hanno fatto pervenire un risarcimento, sempre al Memoriale della Shoah, con somme dai 500 fino ai 2mila euro. Così facendo, per loro è stata ritirata la querela e le loro posizioni sono uscite dal processo con dichiarazione di "non doversi procedere". Altri, invece, sono stati ammessi all'istituto della messa alla prova. Il loro processo è stato quindi sospeso e se il percorso andrà a termine, il reato verrà dichiarato estinto. Oggi la giudice ha stabilito 12 mesi di lavori di pubblica utilità alla Caritas, oltre al versamento di 300 euro alla Fondazione e ad un percorso psicologico.

Oggi, giovedì 9 luglio, è arrivata la condanna in primo grado per l'unico imputato che ha scelto di essere giudicato. In abbreviato, è stato condannato a 4 mesi (con pena sospesa) e al versamento di un risarcimento di 1.500 euro.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views