video suggerito
video suggerito

Ruba un video intimo della sua ex e lo pubblica senza consenso, 4milioni di visualizzazioni: 26enne arrestato

Un ragazzo di 26 anni di Rozzano (Milano) ha pubblicato su Telegram il video intimo della sua ex fidanzata, senza il suo consenso. Il video ha raggiunto 4milioni di visualizzazioni. Il 26enne è stato condannato a due anni di carcere e a 100mila euro di risarcimento.
Revenge porn – Immagine di repertorio
Revenge porn – Immagine di repertorio

Con l'intento preciso di farle del male, un ragazzo di 26 anni di Rozzano (Milano) avrebbe pubblicato sul canale Telegram "Cagne Ita" il video intimo di una donna, con quale aveva avuto una relazione, senza il suo consenso. Il video, nell'arco di breve tempo, è stato visualizzato oltre 4milioni di volte tra cui da molti colleghi della donna coinvolta, una 30enne di Milano.

Stando a quanto si apprende, il video riprenderebbe la donna in atteggiamenti intimi e sessuali con un uomo. Il 26enne sarebbe riuscito a entrare nel telefono della donna, di cui conosceva la password, a rubare il video, a pubblicarlo e a farlo diventare virale aggiungendo un invito a cliccare. Dopodiché le avrebbe mandato messaggi di insulti e minacce di morte: "ti uccido" oppure "non sai di cosa sono capace". 

La donna appena si è resa conto della gravità della situazione, anche a causa del fatto che molti colleghi avevano ricevuto il video e molte persone in strada avevano iniziato a riconoscerla, ha deciso subito di denunciare pur sotto minaccia. Successivamente la donna è stata costretta a cambiare vita, lasciare Milano e trasferirsi in un'altra città. 

Assistita dall'avvocata Marisa Marraffino, nel processo contro il 26enne, la vittima ha ottenuto ieri la sua vittoria legale. Il giovane è stato condannato dal Tribunale di Milano a due anni di reclusione per revenge porn, lesioni aggravate e minacce oltreché a versare un risarcimento di 100mila euro.

Se da una parte la sentenza ha restituito giustizia alla vittima, dall'altra però nessuno potrà mai darle indietro i danni morali dovuti all'oltraggio subito.

“Una sentenza che denota una sensibilità e una presa di coscienza dei giudici sui danni enormi provocati dal revenge porn. La vera domanda da farsi è: quanto vale una vita distrutta? Un video intimo divulgato online senza consenso non lede soltanto la dignità della vittima ma ne pregiudica irreparabilmente la sua libertà", ha commentato l'avvocata Marraffino.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views