I sindaci dei comuni capoluogo della Lombardia, i capogruppo di maggioranza e di opposizione in regione e il governatore Attilio Fontana hanno chiesto ufficialmente al governo di valutare la chiusura dei centri commerciali (media e piccola distribuzione) nelle giornate di sabato e di domenica. Dalla richiesta sarebbero esclusi i supermercati e comunque in generale i negozi di generi alimentari. Il dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non introduce, infatti, nuove norme in merito ai negozi della grande e media distribuzione, in pratica per i centri commerciali. Secondo i sindaci e i vertici della Regione l'affollamento nei principali shopping center del territorio, soprattutto, ovviamente, nei fine settimana, potrebbe favorire l'aumento dei contagi da coronavirus.

Regione Lombardia al governo: coprifuoco dalle 23 alle 5 di mattina

Tra le richieste che la Regione presenterà ufficialmente al governo c'è quella del coprifuoco dalle 23 alle 5 di mattina, come già sta avvenendo in alcune zone della Francia considerate ad alto rischio. Il decreto firmato e presentato ieri dal presidente Conte introduce l'obbligo per ristoranti e bar di chiudere entro la mezzanotte e impone limitazioni ancora più stringenti per quanto riguarda la consumazione al bancone o la vendita di bevande per l'asporto. Una misura che, evidentemente, è stata considerata inefficace e troppo morbida da Regione Lombardia e dai principali sindaci del territorio.

I contagi in aumento

Le proposte, si legge nel documento, nascono "dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della ‘Commissione indicatori' istituita dalla DG Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 in terapia non intensiva".

Oggi sono stati comunicati dalla Regione 1.687 nuovi contagi da Covid-19 in Lombardia su un totale di 14.577 tamponi effettuati. Sono stati registrati anche 6 morti.