In carcere a 17 anni per violenza sessuale a Milano, ma è un “errore di persona”: arrestato un 20enne
Il Tribunale per i Minorenni di Milano ha disposto la scarcerazione del 17enne che lo scorso maggio era finito al Beccaria perché accusato di essere l'autore della violenza sessuale consumata l'8 aprile ai danni di una ragazza in zona corso Como. Le indagini degli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia, infatti, hanno dimostrato che il ragazzo quella sera era a casa e hanno portato al nuovo arresto del vero presunto responsabile degli abusi, un giovane di 20 anni. Resta in carcere, invece, il fratello maggiore del minorenne, un 21enne accusato in concorso della violenza.
La violenza nella zona della movida milanese
Stando a quanto ricostruito, la ragazza aveva trascorso la sera dell'8 aprile in una discoteca di corso Como insieme a un amico e un altro ragazzo conosciuto nel locale. I tre si erano diretti in largo La Foppa per comprare un pacchetto di sigarette a un distributore automatico, quando due ragazzi, descritti come "di presumibile origine dell’Europa dell’Est", si sarebbero avvicinati a loro. All'inizio si sarebbero mostrati "amichevoli" e, dopo la richiesta di una sigaretta, avrebbero proposto "l’acquisto di sostanza stupefacente".
Davanti al rifiuto dei tre, uno dei due sconosciuti avrebbe afferrato con forza un braccio della ragazza e l'avrebbe trascinata in via Varese. Mentre veniva consumata la violenza sessuale su una panchina, l'altro soggetto avrebbe tenuto a distanza i suoi amici picchiandoli e derubandoli.
L'arresto dei due fratelli
Un mese dopo la violenza, gli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia coordinati dalla pubblico ministero Anna Chiara Reale hanno arrestato due fratelli di 17 e 21 anni, originari dell'Ucraina e residenti a Cinisello Balsamo. La vittima della violenza aveva riconosciuto tramite fotografie l'autore degli abusi nel 17enne, che era stato condotto nel carcere minorile Beccaria di Milano. Tuttavia, suo fratello durante l'interrogatorio aveva dichiarato che lui non era presente quella sera in corso Como.
Dai successivi accertamenti è emerso che in effetti il cellulare del 17enne aveva agganciato solo le celle di casa sua e che insieme al 21enne, in realtà, c'era un 20enne loro connazionale. Come spiegato nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato al nuovo arresto firmata dal giudice per le indagini preliminari Alberto Carboni, lo scambio di persona sarebbe stato dovuto alla "forte somiglianza" tra il 17enne e il 20enne che potrebbe "avere indotto in errore la ragazza" nel riconoscimento fotografico, "anche tenuto conto dell'ovvia concitazione dei momenti e dello stato di alterazione in cui versava durante la violenza". La svolta è arrivata da "un dato oggettivo che supera il dubbio apparente", ovvero che il 20enne "è alto 190 cm" mentre il 17enne "è alto solo" un metro e 80 centimetri.
Così, il Tribunale per i Minorenni ha revocato l'ordinanza a carico del 17enne e disposto la sua scarcerazione, mentre il 20enne è stato arrestato. Le accuse nei suoi confronti sono di violenza sessuale, rapina e lesioni.