Il candidato di Vannacci a Milano prende le distanze dal generale: “Frase sui gusti invertiti di Cerno? Inopportuna”

Immagine
A sinistra Roberto Vannacci, a destra Carmelo Burgio
“Inopportune. Io non sfotterei il prossimo”: Carmelo Burgio, candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale, prende le distanze dalle parole di Vannacci sugli omosessuali, definiti dal leader portatori di “gusti invertiti”.

Prima le definisce "inopportune", poi prende le distanze dal modo di esprimersi del leader del suo partito e precisa: "Io sono abituato a non offendere mai nessuno". Ma, allo stesso tempo, considera quelle dichiarazioni "schermaglie private" e sostiene che ciascuno debba rispondere del proprio modo di comunicare. È la posizione di Carmelo Burgio, candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale, sulle parole di Roberto Vannacci utilizzate nei confronti degli omosessuali, definiti dal leader portatori di "gusti invertiti".

La polemica era nata dallo scontro tra Vannacci e Tommaso Cerno, direttore de il Giornale. Cerno aveva criticato le posizioni di Futuro Nazionale sulla cosiddetta "fascia protetta" in televisione, sostenendo di aver sentito dire che, essendo omosessuale, avrebbe dovuto essere collocato in quella fascia. Vannacci gli ha risposto direttamente, accusandolo di essersi inventato che il partito volesse impedire agli omosessuali di comparire in tv. Poi il passaggio personale: "Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità".

Sulla questione, incalzato dal caporedattore di Fanpage.it Fabrizio Capecelatro al programma "Sotto Casa" di Giorgia Colomo su Telelombardia, Burgio prova a tracciare una linea tra il proprio modo di fare politica e quello del leader del partito: "Sono schermaglie private su questione che non mi riguardano. Ognuno ha il suo carattere e ognuno si pone nei confronti del prossimo in una certa maniera". E aggiunge: "Ci sono tanti leader di partito che dicono fesserie".

Quando Capecelatro gli chiede se, allora, sia una "fesseria" anche quella pronunciata da Vannacci, Burgio risponde: "Non lo so. Per me era inopportuna". Una presa di distanza che diventa ancora più netta sul piano personale. "Io sono abituato a non offendere mai nessuno, a cercare di misurare ogni parola e a non urtare la sensibilità altrui". Burgio rivendica la propria autonomia: "Rispondo del mio modo di comportarmi. Ognuno è comandante di sé stesso, il mio leader sono io". E ancora: "Se vengono utilizzate delle parole che io non avrei utilizzato, la cosa non mi interessa. Io non sfotterei il prossimo". Più difficile, invece, ottenere da Burgio una risposta diretta sulla definizione degli omosessuali come persone dai "gusti invertiti" usata da Vannacci. "Hanno gusti sessuali diversi dai miei", risponde. Poi evita di entrare nel merito: "Non vado ad attaccare il ciuccio dove vuole il padrone da nessuna parte, né il padrone di partito né il padrone della stampa".

Il punto politico, però, resta. Burgio definisce "inopportune" le parole di Vannacci, ma nello stesso momento prova a derubricarle a "frasi private". Una distinzione difficile da sostenere quando a pronunciarle pubblicamente è il leader di un partito, soprattutto quando riguardano temi socialmente o politicamente sensibili. Perché se quelle parole fossero davvero soltanto private, allora si dovrebbe anche cercare di capire in quale momento un leader di partito smetta di parlare a nome di sé stesso e inizi a rispondere anche di ciò che dice pubblicamente. E dal momento che Burgio sostiene di essere abituato a "non offendere mai nessuno" e a "misurare ogni parola", forse, davanti a parole offensive e discriminatorie, sarebbe stato più semplice e più coerente dirlo chiaramente.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views